X giornate

La Torre Mirabella

IMG_1462Nell’area del Castello, là dove si trova il Mastio, che è stato adibito a Museo delle Armi, esisteva un’area paleocristiana e un sacell0 dedicato a S.Stefano. In seguito venne costruita una Basilica in seguito distrutta, per un fulmine che la colpì  il 10 agosto 1508 (Elia Capriolo scrive il 20 luglio)  e che causò lo scoppio delle polveri conservate dai veneziani proprio nella torre. Mille barili saltarono in aria e fecero saltare anche la torre causando danni gravissimi intorno (ad esempio Monastero di Santa Chiara). Tra l’altro la vicenda è narrata da Teofilo Folengo nella  “Zaninotella” nel dialogo tra il contadino bresciano Pedralo e l’altro personaggio Toni.

Qualche secolo più tardi  il capitano Carlo Sorelli, comandante del reclusorio della Fortezza, scrisse:
” La folgore percosse questa torre 
(la Mirabella ndr)  il 10 giugno 1508 e mille barili di polvere ivi scoppiando trassero il castello e baluardi a rovina appunto quando sarebbero occorsi per l’appressarsi delle truppe francesi anelanti alla presa della tradita città” .
La Basilica, in origine,  possedeva due torri circolari o meglio due campanili, una di queste è la Torre Mirabella costruita a sua volta su una Torre d’origine romana a base quadrata. La Torre Mirabella, l’origine del nome non è chiara, come detto è circolare ed è alta 22 metri.

L’interno, che come tantissimi monumenti a Brescia, non si può visitare, mostra delle pitture decorative a girali e floreali che si pensano del Cailina e una scala a chicciola interrotta, ogni tanto, da qualche finestrella verticale. In cima, oltre che a tre bandiere campeggiano delle orribili antenne che rovinano l’estetica della torre medievale.

Il  capitano Carlo Sorelli  parlando del  Castello di Brescia riporta che in fondo alla torre Mirabella vennero rinvenuti resti di ossa umane. Scrive letteralmente: ” Umane ossa d’epoca medioevale rinvenute in questa torre e qui riposte l’anno 1894″ (1)

La spianata vicino alla Torre Mirabella si chiamava “dei Turchi” e questo fa venire in mente l’episodio del Pashà ….  rinchiuso nel castello, proprio nella casa accanto al Mastio, e fatto morire, in seguito, per avvelenamento. Che siano sue le ossa in fondo alla Mirabella?

Bibliografia

(1) Carlo Sorelli “Memorie del Castello di Brescia” Tip.Mazzardi 1896 Brescia

Bella Italia e … Angelo Canossi

La statua della Bella Italia è praticamente in Piazza Loggia e occupa il posto che, fino al 1797, era dalla colonna sormontata dal Leone di San Marco simbolo della Signoria di Venezia Serenissima. Dopo l’avvento della Repubblica Cisalpina la colonna venne abbattuta e cedette il passo all’Albero della Libertà. Vari i progetti, mai concretizzati, di riportare in Piazza della Loggia una copia della colonna veneziana. La Bella Italia – opera di G.B.Lombardi-  fu donata nel 1861  dal Re Vittorio Emanuele II a ricordo dei martiri delle X Giornate del 1849, ed eretta nel 1864. Fatto sta che qualche bresciano e, in particolare, il poeta locale Angelo Canossi notarono subito che dall’apertura del davanti del vestito della Bella Signora si intravedeva la presenza di una sola gamba e tra l’altro un po’ gonfia rispetto al normale… e, nacque una poesia. Il gruppo sultoreo, correttamente, si chiama “Monumento alle X Giornate”





La Bella Italia da “I Monumenti” , sonetti di Maccheronica Gambara

Questa è una statua che ce l’ha donata
il Re nel sessantuno alla città.
Davanti ha la sottana un poco alzata
per far vedere quello che non ha.

Ci guardi bene sotto, e la vedrà
che ha una gamba sola, e un po’ gonfiata,
forse per la fatica che la fa;
la quale è una magnifica trovata.

Sui quattro lati della base c’è
scritto, in cifre romana: Uno, due, tre,
quattro. La quale, ci pare?, è un’altra grande

idea del nostro Genio per spiegare
che i monumenti sono da guardare
prima davanti e poi da le altre bande

Angelo Canossi

Ringrazio G.Sartori per l’aiuto nelle ricerche

X Giornate – personaggi: il Generale J. Nugent

Questo articolo narra la riscoperta dei luoghi e personaggi di Brescia che contribuirono alla storia dell’Unità d’Italia della quale nel 2011, si è celebrato il 150° anniversario.
Le X Giornate rappresentano per Brescia e per l’Italia uno di momenti storici più importanti che contribuirono efficacemente, prima alla disfatta degli Austriaci e poi al successivo atto dell’Unità nazionale proclamato nel 1861. A causa delle X Giornate la città di Brescia si conquistò l’appellativo di Leonessa d’Italia. In quest’articolo presento un famoso “nemico”, il Generale dell’Impero Asburgico Giovanni Nugent, comandante degli austriaci a Brescia,  morto in seguito ad una grave ferita riportata sul campo il 17 aprile del 1849: si combatteva a S.Eufemia (S.Afra di adesso) e un manipolo di bresciani, comandati da Tito Speri, mise in difficoltà i nemici tanto che anche il Generale Maggiore comandante, entrando poi in S.Barnaba, venne ferito al piede che in seguito fu amputato e tutto ciò causò la morte del generale. (1)

Il Nugent volle essere sepolto nel Cimitero Vantiniano, perciò rimase a Brescia, ed ancora oggi possiamo vedere la sua tomba che tuttora è visitata e c’è anche qualcuno che vi depone fiori. L’iscrizione riportata è in italiano (chissà perchè non in tedesco) e fu dettata dai suoi commilitoni (come ci rivela la scritta).

Ammirato dalla animosità dei bresciani nel combattimento regalò alla città un grosso lascito da devolvere in beneficenza, e il governo austriaco aggiunse al cippo funebre la scritta: ” Oltre il rogo non vi è ira nemica”,  frase tratta dalla “Basvilliana” di Vincenzo Monti

ALLA MEMORIA
DEL CONTE
GIOVANNI NUGENT
GENERALE MAGGIORE
MORTO NELL’APRILE
DEL MDCCCXLIX
COMBATTENDO CONTRO
I SOLLEVATI DI BRESCIA
PER LA DIFESA DEL TRONO
E DELL’ORDINE PUBBLICO

I SUOI COMMILITONI

OLTRE IL ROGO NON VI E’ IRA NEMICA

(1) Racconto di Giuseppe Gelmini

"I nemici il Sabbato 31 marzo alle ore 4 e mezza circa avevano obbligato i no- 
stri a ritirarsi dulìa barricata in contrada S. Barnaba per rinforzare quella della 
Bruttanome. Il generale Nugent s'incamminava sul marciapiede destro rasente 
il muro luogo la contrada S. Barnaba, ed oltrepassava quella barricala proce- 
dendo lentamente dietro l'avanguardia, e siccome i nostri alla barricata della 
Bruttanome facevano un fuoco fitto e continuato cosicché il generale per evi- 
tarlo possibilmente si pose nel vano della pilastrata della porta chiusa di casa 
Yalotti, dall' alto di una casa della contrada stessa una palla fratturavagli il 
moleolo interno del piede sinistro, dimodoché dovette retrocedere, e sorretto 
dai suoi mettersi a letto in salvo. Fu in seguilo curato dal medico condotto 
sig. Gaetano Botti in S. Eufemia fuori città. 
Sulla piazzetta S. Barnaba giacevano morti 14 austriaci." (Memorie raccolte da 
Giuseppe Gelmini).

....
"Frattanto alle ore quattro i croati avevano occupato l'arsena- 
le, e sparavano dal lato nord sopra le case sporgenti della con- 
trada S. Barnaba , e in tal modo allontanavano i difensori dal 
pergolo del palazzo Benaglia al numero 682, punto dal quale comu- 
nemente si crede essere venuta la palla a ferire il piede del generale 
Nugent "

X Giornate – Luoghi: Battaglia in Via delle Consolazioni

Il luogo oggi

Il luogo oggi

Il luogo com’era

Il pittore Faustino Joli (1814-1876) fu il “fotografo ” degli avvenimenti delle X Giornate di Brescia perchè in varie tele colse l’immediatezza dell’azione degli uomini e della battaglia. In questa pittura ad olio, conservata nel Museo del Risorgimento che si trova in Castello, è raffigurato l’episodio (31.marzo.1949) dello scontro di P.zza dell’Albera (oggi Tito Speri), nel quale gli insorti sbarrano il passo ai soldati austriaci che scendono dal Castello per via delle Consolazioni (ora contrada Sant’Urbano).

Le Dieci giornate durarono dal 22 marzo al 2 aprile 1849 e videro il concorso di tutti i cittadini, uomini, donne, ragazzi e anziani. Oggi nella Piazzetta intitolata a Tito Speri troviamo, affisse ai muri delle abitazioni, delle lapidi (alcune poco leggibili  clicca sulle foto) che ricordano i fatti accaduti e i nomi di coloro che persero la vita. Al centro della piazzetta vi è il monumento a Tito Speri opera di Domenico Ghidoni, inaugurato il 1 settembre del 1888, che incita, con il proprio atteggiamento, i concittadini alla rivolta.

Tito Speri nacque a Brescia in Via Moretto (vedi lapide sulla sua casa  il 2 agosto 1825 e morì, condannato a morte, il 3 marzo 1853 a Belfiore (MN).

Dopo aver visitato la piazzetta, possiamo percorrere l’attuale vicolo S.Urbano per recarci in Castello. Salendo, a un centinaio di metri dalla piazzetta a sinistra incrociamo un piccolo slargo dove si trova la chiesa di  S.Maria delle Consolazioni anticamente detta S.Faustino in Castro

(Castrum=accampamento).  Si tratta di una delle più antiche chiese di Brescia. Qui molte altre notizie sulla chiesetta da Wikipedia

Segni delle X Giornate

All’interno del Palazzo della Loggia a Brescia c’ è il Salone Vanvitelliano, luogo di riunioni della  municipalità.

In un angolo di questo salone esiste ancora il segno lasciato da una palla di cannone austriaco sparato dalla sommità del Castello (dal piazzale dove si trova ora la famosa Locomotiva) sopra la città.

Il fatto accadde durante le X giornate di Brescia che segnarono per la città un evento importante e fondamentale del Risorgimento Italiano. All’interno del buco, lasciato dalla bomba la scritta, in numerazione latina,  1849.


X Giornate : Segni ancora visibili dei bombardamenti Austriaci su Brescia

Nel corso delle X Giornate di Brescia (23 marzo – 1 aprile 1849) gli Austroungarici, comandati dal Generale Julius Jacob Von Haynau, posizionati sul castello bombardarono, a iniziare dal 24 marzo, a più riprese la città di Brescia. Se ne possono vedere ancora gli effetti in particolare sull’abside a destra del Duomo Nuovo (parte posteriore visibile in Via Mazzini), posto proprio sotto la Fortezza bresciana.  Queste “ferite” probabilmente non sono state mai rabberciate proprio per ricordare questo avvenimento storico del Risorgimento Italiano.

X Giornate: a Torrelunga

Il famoso quadro

“Combattimento a Porta Torrelunga”
Faustino Joli (Brescia 1814-1876)
olio su tela cm. 32,5 X 41

e la veduta odierna di Piazzale Arnaldo.

X Giornate : Battaglia a S.Barnaba

In un’altro articolo (clickqui) abbiamo visto, in un quadro di Faustino Joli, la rappresentazione dei combattimenti in contrada S.Urbano. Ora Joli ci porta a S.Barnaba,  dove , in occasione delle X Giornate, fu innalzata una barricata per contrastare le truppe dell’esercito Asburgico e proteggere la barricata più interna in contrada Bruttanome, l’odierno Corso Magenta.

Oggi una targa ricorda l’avvenimento.

La Barricata di S. Barnaba durante le X Giornate, 1849, olio su tela cm 32,5 x 40,5 di Faustino Joli

X Giornate in Castello

Anche il Castello di Brescia fu teatro della battaglia durata 10 giornate tra l’esercito Austroungarico comandato prima dal Generale Nugent (vedi articolo) e poi con il Generale Haynau. Rimangono un monumento ed alcuni segni a ricordo dei fatti. Il Castello di Brescia era presidiato pemanentemente dagli Austriaci e quando scoppiarono i moti popolari divenne il luogo da dove partivano i bombardamenti sulle case dei bresciani. Allertato da Nugent, Haynau giunse a Brescia e salì, ironia della sorte, nella fortezza dalla strada del Soccorso che già 4 secoli prima si rivelò funesta per i cittadini. Ora in Castello possiamo vedere delle lapidi e la palazzina abitata dalla “iena di Brescia”, Julius Jacob von Haynau (clicca qui per le notizie su wikipedia). Sulla casa è apposta una lapide che ricorda il Generale e che dice:

AD HAYNAU – COMANDANTE LE TRUPPE IMPERIALI – CHE MINACCIANDO STERMINIO – INVITAVA LA CITTA’ AD ARRENDERSI

IL POPOLO INTREPIDO – RISPONDEVA COMBATTENDO – IL 31 MARZO 1989

Naturalmente si ricorda che in Castello ha sede anche il Museo del Risorgimento, tra i più importanti d’Italia ma ultimamente un po’ dimenticato e con molti pezzi interessanti messi a magazzino.

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