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Piazza della Loggia
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Polittico di Maestro Paroto
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Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

Vittoria

Piazza della Vittoria a Brescia

Piazza della Vittoria a Brescia, progetto di Marcello Piacentini, l’architetto che inventò lo stile del Ventennio. Alcune immagini di ieri e di oggi presentano questa Piazza tanto discussa e tanto modificata (in peggio) nel corso degli anni. Interessanti alcune foto d’epoca che ci mostrano ancora la statua del “Bigio” dello scultore Dazzi, la Torre della Rivoluzione con il bassorilievo (dimenticato in un deposito comunale) e le dediche a Mussolini (Romano Romanelli), il bassorilievo dell’Annunciazione dello scultore Martini (si dice andato distrutto ma sembra che qualcuno ne abbia ricuperato i pezzi e restaurato) e il primo “grattacielo” italiano, come affermato dall’articolo della Domenica del Corriere del 1932, completamente in cemento armato e cotto. Progettato, come tutta la piazza, dall’architetto in voga nell’era fascista, Marcello Piacentini rappresentò una ripresa di un progetto per la Chicago Tribune Tower  che doveva essere costruito nel  1922 negli USA. Con i suoi 13 piani raggiunge i 57 metri di altezza. La rivista “Illustrazione italiana” lo indicava come l’edificio più alto d’Europa; fu costruito nel 1932 e inaugurato, insieme alla piazza, da Mussolini in persona il 5 novembre 1932. Alla costruzione parteciparono le imprese Pisa  . Il palazzo contiene un rifugio usato durante il II conflitto mondiale che conserva traccia in un segno, una “R” in un cerchio, ancora visibile sui muri di Piazza Vittoria. Interesssanti anche le formelle, ancora presenti, che illustrano le arti e il lavoro dei bresciani, autore il ceramista romano Vittorio Saltelli (1887-1958), titolare della Saltelli Ceramiche di Roma. Da non dimenticare l’arengario (l’unico nel quale si è salvata un’opera con simboli del ventennio), l’Hotel Vittoria, il Caffè Impero e i resti di un cinema ormai da troppo tempo chiuso. Nel dopoguerra prese il nome di Piazza Martiri della Libertà per poi essere rinominata ” della Vittoria”.  Il 21.12.2013 viene inaugurata la nuova Piazza della Vittoria per la quale è stata rifatta la pavimentazione e vietata la circolazione automobilistica. ….  leggi anche sul quartiere che era al posto di Pzza Vittoria.

Antichi Bar e Caffè di Brescia

I primi veri locali dove si serviva caffè o altro, come li intendiamo noi, furono aperti a Brescia attorno alla metà del 1600 imitando quelli di Venezia (il primo nella Serenissima aperto nel 1645). Tra i primi, il Caffè dei “Gobbi” inaugurato nel 1727 e frequentato dalle autorità e da impiegati del Comune.

Il nome derivò dai “Macc de le ure” che avevano anche il nome di “gobbi”. Più tardi si trasferì nei pressi di Piazza Loggia e chiamato “Caffè della Loggia” od anche “Caffè dei precc”, perchè evidentemente frequentato dal clero.

Poi alla fine del ‘700 aprirono altri ritrovi: la “Bottega del Caffè”, il ” Caffè du Jardin”, sotto i portici, il “Caffè del Gambero”, il “Caffè Bonalda” frequentato dagli Austriaci e poco dai Bresciani, il “Caffè’ Frasnelli” di Via Mazzini. Curioso il Caffè “Cogome” che deve il nome al fatto che si serviva il caffè  in cuccume (caffettiere) di rame o di ottone. E poi il “Caffè Maffio” sede delle prime associazioni fasciste bresciane, del Brescia Calcio, il Caffè Roma.

In Corso Palestro il “Caffè  della Rossa” chiamato così per l’arredamento in velluto rosso.  In Piazzetta Paganora il Caffè “Gambrinus” nel quale si esibirono persino  le ballerine del “Folies bergeres”.

E infine il Caffè-birreria Wuhrer e, in Piazza Vittoria, il Caffè Principe e il Caffè Impero, aperto nel 1932, noto anche con un altro nome… più pittoresco. Purtroppo il Caffè “Impero” è chiuso dal marzo 2013 e così un’altro pezzo di storia bresciana se n’è andato (speriamo per poco).

Del Caffè della Rossa riportiamo un articolo de “La Provincia di Brescia ” del febbraio 1888.
“Il Caffè della Rossa ora esercito del Sig. Roberto Carrara, si è rimesso a nuovo, con una eleganza davvero squisita. La gente… veneranda… per antico pelo ricorda che quel caffè ha delle memorie storiche imperrocchè convenivano la – all’epoca della denominazione austriaca- tutti i più chiari e provati patrioti bresciani, che nella confidente e affettuosa dimestichezza, nel simpatico ritrovo, parlavano della schiavitù in cui giaceva la patria e preparavano i mezzi per poterla redimere. Adesso il Caffè della Rossa ha preso anche lui il suo aspetto gaio, proprio dei tempi nuovi, divenendo sempre più un negozio bello e meritevole di essere molto frequentato.”

Il Bigio di Piazza Vittoria

Il Bigio di Piazza Vittoria

Entro la fine del 2009 la statua di “Bigio”, colosso di marmo simbolo del ventennio fascista a Brescia, verrà rimessa in Piazza Vittoria. Opera di Arturo Dazzi, fu collocata nel 1932 nella piazza Vittoria progettata dall’arch. Marcello Piacentini. Statua alta sette metri fu considerata scandalosa dai bresciani in quanto nuda, tanto che il Bar Impero, posto alle spalle del “Bigio” venne denominato  il “caffè delle Chiappe” . Bigio si trova ora  in un deposito all’aperto di via Rose; le sue condizioni nonostante gli anni sono buone anche se ha un braccio rotto. Il recupero-restauro costerà complessivamente 147 mila euro, coperti interamente da Confedilizia .

Il Libro:
Brescia e il Colosso di Arturo Dazzi
di Franco Robecchi

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