Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
Mosaico di una Villa Romana
MilleMiglia
la corsa nata a Brescia ora in versione storica. Tutti gli anni nel mese di Maggio
MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
Brescia: città di antichi Monasteri
e dei bellissimi chiostri ancora sconosciuti
Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

Vantiniano

X Giornate – personaggi: il Generale J. Nugent

Questo articolo narra la riscoperta dei luoghi e personaggi di Brescia che contribuirono alla storia dell’Unità d’Italia della quale nel 2011, si è celebrato il 150° anniversario.
Le X Giornate rappresentano per Brescia e per l’Italia uno di momenti storici più importanti che contribuirono efficacemente, prima alla disfatta degli Austriaci e poi al successivo atto dell’Unità nazionale proclamato nel 1861. A causa delle X Giornate la città di Brescia si conquistò l’appellativo di Leonessa d’Italia. In quest’articolo presento un famoso “nemico”, il Generale dell’Impero Asburgico Giovanni Nugent, comandante degli austriaci a Brescia,  morto in seguito ad una grave ferita riportata sul campo il 17 aprile del 1849: si combatteva a S.Eufemia (S.Afra di adesso) e un manipolo di bresciani, comandati da Tito Speri, mise in difficoltà i nemici tanto che anche il Generale Maggiore comandante, entrando poi in S.Barnaba, venne ferito al piede che in seguito fu amputato e tutto ciò causò la morte del generale. (1)

Il Nugent volle essere sepolto nel Cimitero Vantiniano, perciò rimase a Brescia, ed ancora oggi possiamo vedere la sua tomba che tuttora è visitata e c’è anche qualcuno che vi depone fiori. L’iscrizione riportata è in italiano (chissà perchè non in tedesco) e fu dettata dai suoi commilitoni (come ci rivela la scritta).

Ammirato dalla animosità dei bresciani nel combattimento regalò alla città un grosso lascito da devolvere in beneficenza, e il governo austriaco aggiunse al cippo funebre la scritta: ” Oltre il rogo non vi è ira nemica”,  frase tratta dalla “Basvilliana” di Vincenzo Monti

ALLA MEMORIA
DEL CONTE
GIOVANNI NUGENT
GENERALE MAGGIORE
MORTO NELL’APRILE
DEL MDCCCXLIX
COMBATTENDO CONTRO
I SOLLEVATI DI BRESCIA
PER LA DIFESA DEL TRONO
E DELL’ORDINE PUBBLICO

I SUOI COMMILITONI

OLTRE IL ROGO NON VI E’ IRA NEMICA

(1) Racconto di Giuseppe Gelmini

"I nemici il Sabbato 31 marzo alle ore 4 e mezza circa avevano obbligato i no- 
stri a ritirarsi dulìa barricata in contrada S. Barnaba per rinforzare quella della 
Bruttanome. Il generale Nugent s'incamminava sul marciapiede destro rasente 
il muro luogo la contrada S. Barnaba, ed oltrepassava quella barricala proce- 
dendo lentamente dietro l'avanguardia, e siccome i nostri alla barricata della 
Bruttanome facevano un fuoco fitto e continuato cosicché il generale per evi- 
tarlo possibilmente si pose nel vano della pilastrata della porta chiusa di casa 
Yalotti, dall' alto di una casa della contrada stessa una palla fratturavagli il 
moleolo interno del piede sinistro, dimodoché dovette retrocedere, e sorretto 
dai suoi mettersi a letto in salvo. Fu in seguilo curato dal medico condotto 
sig. Gaetano Botti in S. Eufemia fuori città. 
Sulla piazzetta S. Barnaba giacevano morti 14 austriaci." (Memorie raccolte da 
Giuseppe Gelmini).

....
"Frattanto alle ore quattro i croati avevano occupato l'arsena- 
le, e sparavano dal lato nord sopra le case sporgenti della con- 
trada S. Barnaba , e in tal modo allontanavano i difensori dal 
pergolo del palazzo Benaglia al numero 682, punto dal quale comu- 
nemente si crede essere venuta la palla a ferire il piede del generale 
Nugent "

Segnali di Guerra

Tra il febbraio 1944 e Aprile 1945 anche Brescia, come molte città italiane, fu bersagliata dagli attacchi di aerei alleati che bombardarono a più riprese la città. Ancor oggi esistono segni, che però stanno scomparendo, che ci ricordano questi eventi tragici.

E’ il caso, ad esempio, di quei segnali posti sui muri, che indicavano ai civili la presenza dei rifugi antiaerei che, in qualche modo permettevano loro di trovare scampo. Alcuni rifugi esistono ancora: in Piazzale Tebaldo Brusato, in Via Sostegno, presso l’ex stabilimento Tempini, la Breda, in via Odorici, in Castello Bastione Pusterla… I segnali sui muri sono sempre più difficili da individuare anche perchè, con le tinteggiature, vengono coperti e invece dovrebbero essere preservati come memoria storica.

Nella galleria ne potrete vedere alcuni presenti ancora in città (in Piazza Vittoria, in Piazzale Arnaldo, sui muri della Loggia, in Via Monte Grappa, Via A.Diaz (ora cancellata), Via Mantova, via XX settembre, Camera del Lavoro. C’è anche una foto di un muro  a sud-ovest del Vantiniano dove sono ben visibili i danni provocati dalle mitragliatrici degli aerei incursori (vicino vi era uno stabilimento dove si producevano componenti bellici e la stazione), la stessa cosa vale per la camera del lavoro in P.zza Repubblica. La foto del rifugio in Castello indica sul muro cognomi di chi ha voluto lasciar memoria della propria presenza nel luogo.

I segnali indicano I= presa idrante per i Vigili del Fuoco, US con la freccia=uscita di sicurezza del rifugio, R= Rifugio.

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Il Vantiniano

Il Vantiniano è il Cimitero Monumentale di Brescia che ha avuto la particolarità di essere stato il primo cimitero monumentale d’Italia e d’Europa. Le leggi napoleoniche infatti vietavano, vedi editto di Saint Cloud del 12 giugno 1804 di seppellire all’interno delle città e a Brescia si decide di portare i defunti in un campo fuori dalle mura di San Giovanni (verso porta Milano). Qui le tombe vengono allestite alla belle e meglio cosicchè si decide di costruire prima una chiesa e poi nel 1815 viene dato incarico all’architetto Vantini Rodolfo di procedere con un progetto.

L’Editto di S.Cloud regolamentava che le lapidi fossero tutte uguali e che riportassero solo il nome e il cognome del defunto. Nasce un movimento culturale di protesta, al quale partecipa il poeta Ugo Foscolo, che si oppone all’idea di soffocare il ricordo e la memoria. Tra la vita e la morte deve porsi la memoria intesa come trasmissione eterna dei valori morali che il defunto ha vissuto in vita. Ugo Foscolo, guarda caso, in quegli anni è a Brescia per dare alle stampe la sua opera “I Sepolcri” ed è coinvolto attivamente alla vita culturale della città.

Il giovane architetto Vantini si appassiona talmente a  quest’opera che il lavoro l’accompagnerà per tutta la vita (+1856). Il Vantiniano verrà terminato dieci anni dopo la sua morte, nel 1866.

La Cappella centrale è dedicata a San Michele e in linea si trova la grande colonna con in cima una lanterna: altezza 60 mt. Una colonna simile (Colonna della Vittoria) è a Berlino sul viale che conduce alla porta di Brandemburgo. Copiata dall’architetto Heinrich Strack che pone in cima una vittoria alata. L’architetto tedesco dirà poi d’aver avuto l’idea visitando il cimitero di Brescia.

ingresso vantiniano stampamini

Ingresso al Vantiniano, da una stampa d’epoca

Il Vantiniano, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, fu anche colpito nelle mura dai bombardamenti e dalle mitragliere aeree. Leggi l’articolo

Nel 1923 viene aggiunta, davanti alla Cappella di San Michele, la bronzea Pietà di Ermenegildo Luppi. L’opera prese forma grazie ad una donazione di Luigi Premoli il quale, nel suo testamento del 1920, indicò la somma necessaria per la costruzione di una scultura che avesse come soggetto la deposizione di Gesù. Il Premoli aveva le idee chiare, in quanto voleva una scultura che rappresentasse il momento in cui Gesù veniva deposto dalla croce, prima di essere portato al sepolcro. Il tutto aveva l’intento di emozionare l’osservatore. Le volontà del defunto vennero rispettate così venne scelto il bozzetto di Luppi. L’artista viveva e lavorava a Roma, ma la distanza non gli impedì di realizzare la scultura che, come aveva richiesto la Commissione che vigilava sui lavori del cimitero avrebbe dovuto essere pronta per il 2 novembre del 1923.

Il Marmo di Botticino

Il marmo di Botticino è famoso in tutto il mondo anche perchè parecchi monumenti usano questo materiale. La città di Brescia, sin dal tempo della dominazione romana, ne ha fatto largo uso tanto che tutte le lapidi e i monumenti romani in Brescia sono di questo materiale (vedi Capitolium). Poi venne usato per quasi tutti i monumenti e le Chiese che si trovano in città (Duomo Nuovo, statue che adornano palazzi e piazze, il Cimitero Monumentale  Vantiniano…ecc. A Roma è largo l’uso del travertino ma l’Altare della Patria venne eretto e costruito facendo uso del marmo di Botticino.

Una curiosità, anche perchè pochi lo sanno, è che anche il basamento della famosissima statua della Libertà di New York è fatto con marmo di Botticino (località famosa anche per un vino DOC),  la Casa Bianca, dimora del presidente USA  ed anche la Cattedrale di S.Edwige a Berlino.
Il comprensorio delle cave di Botticino e Serle è visitabile percorrendo una strada, la strada del Marmo, che ha inizio Botticino. Il paesaggio è molto particolare è suggestivo. A Botticino risiede anche il Museo del Marmo

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