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santa giulia

Le colonnine di S.Giulia

Un gruppo di otto colonnine provenienti dalla cripta di San Salvatore, ora conservate nel Museo di S.Giulia, riportano degli interessanti capitelli risalenti al periodo di maggior espansione del monastero benedettino (VIII sec.)  mentre le colonnine, probabilmente, vennero eseguite in fase successiva (XII sec.). Molto importante e discusso  il capitello che narra, in quattro facciate, il martirio di Santa Giulia. Sono queste le uniche sculture conosciute ad alto rilievo di figure umane di epoca Longobarda.

Interpretazione classica (1)

(I) La Santa con aureola, viene straziata in croce dai suoi carnefici mentre la mano di Dio appare da una nuvola ad accogliere l’anima, simboleggiata da una colomba, come si legge nel codice di San Remigio di Reims.

 

(II) Santa Giulia (ma la figura non riporta l’aureola) appoggiata alla Croce, strumento del suo martirio, è supplicata da Ansa e dalle sue figlie. In mano la Palma simbolo del martirio e della resurrezione.

 

(III) San Lorenzo (riconoscibile dalla graticola, segno del suo martirio), consegna a S.Ippolito, con il mantello da soldato, il libro del Vangelo (secondo la leggenda Ippolito, militare custode di San Lorenzo, venne da questo convertito)

 

(IV) S.Ippolito portuense Martire (non è S.Ippolito della facciata III), gettato in un acquedotto, viene rinvigorito dalla mano di Dio.

Altra interpretazione

(I) idem

 

(II) Non è S.Giulia ma la badessa (non ha aureola) del monastero benedettino , che s’appoggia alla Croce e porta in mano la palma simbolo anche di santità e, perciò, del suo potere. Le tre ragazze che l’attorniano sono delle novizie. La prima,  di alto lignaggio (per via della fascia alla testa) è a lei confidenzialmente legata ( mano che tiene il braccio della Badessa).

 

(III) Non è Sant’ Ippolito ma un pellegrino. Ne farebbe fede il bordone, il bastone che si intravede sullo sfondo.

 

(IV) Non è una graticola ma una cattedra, un pulpito dalla quale un Santo (Benedetto) porge ad un altro Santo (ha l’aureola), ma laico (non ha tonsura) il Vangelo o la Regola.

 

 

(per le ricerche bibliografiche ha collaborato G.Sartori)

(1) Ignazio Mozzoni  “Tavole Iconografiche della Storia della Chiesa Universale” Litografia Venezia 1859

L’enigmatico bassorilievo di S.Giulia

Quasi all’ingresso del Museo di Santa Giulia, troviamo questo bassorilievo, in pietra medolo alto un metro, con croce latina gemmata che riporta, oltre alla croce, parecchi simboli. Prima di tutto il rapporto tra lunghezza e larghezza è di  circa 1,61… (sezione aurea)  e poi è suddiviso ancora secondo il rapporto aureo.

Faceva probabilmente parte dell’architettura liturgica della basilica e riporta una croce latina con abbellimenti di fiori, l’albero della vita e una figura a 8 (lemniscata simbolo dell’infinito nel linguaggio matematico e non solo).

Appare evidente la ricerca di un significato simbolico d’armonia , di vita, dell’eternità, del principo correlato con la fine.

Altri vi identificano il simbolismo esoterico ma tutto ciò mi sembra solo una forzatura.

La misteriosa pietra di S.Maria in Solario

In Via Musei e precisamente all’altezza del Museo di S.Giulia, troviamo anche il muro di S.Maria in Solario.  Di S.Maria in Solario non è chiara neanche l’origine del nome. Sul muro esterno della cappella si possono notare parecchi materiali di riutilizzo e, in particolare, un’epigrafe (vd. articolo su bresciacity) ed anche una pietra “lavorata” che suscita la curiosità perchè non se ne comprende bene l’utilizzo a cui era sottoposta prima di fare parte integrante della struttura muraria.

E’ una pietra con dei solchi e dei fori fatti ad hoc per un uso ben preciso. Il mistero è risolto da un articolo del prof. Arnaldo d’Aversa che  parla di una pietra “scolatoio per cadaveri”. In epoca medievale (VII sec.) per riuscire ad ottenere uno scheletro indenne da putrefazione e non contaminato, si raccoglievano gli umori del cadavere usando queste pietre. Ma c’è di più. Vista la posizione della pietra di recupero sul muro, essendo ad altezza uomo, potrebbe darsi che fosse stata inserita in quel punto come reliquia da toccare. Ma reliquia di chi? E qui si apre una domanda alla quale, per ora, non sappiamo come rispondere. (ringrazio G.Sartori)

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