Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
Mosaico di una Villa Romana
MilleMiglia
la corsa nata a Brescia ora in versione storica. Tutti gli anni nel mese di Maggio
MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
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e dei bellissimi chiostri ancora sconosciuti
Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

piazza vittoria

Piazza della Vittoria a Brescia

Piazza della Vittoria a Brescia, progetto di Marcello Piacentini, l’architetto che inventò lo stile del Ventennio. Alcune immagini di ieri e di oggi presentano questa Piazza tanto discussa e tanto modificata (in peggio) nel corso degli anni. Interessanti alcune foto d’epoca che ci mostrano ancora la statua del “Bigio” dello scultore Dazzi, la Torre della Rivoluzione con il bassorilievo (dimenticato in un deposito comunale) e le dediche a Mussolini (Romano Romanelli), il bassorilievo dell’Annunciazione dello scultore Martini (si dice andato distrutto ma sembra che qualcuno ne abbia ricuperato i pezzi e restaurato) e il primo “grattacielo” italiano, come affermato dall’articolo della Domenica del Corriere del 1932, completamente in cemento armato e cotto. Progettato, come tutta la piazza, dall’architetto in voga nell’era fascista, Marcello Piacentini rappresentò una ripresa di un progetto per la Chicago Tribune Tower  che doveva essere costruito nel  1922 negli USA. Con i suoi 13 piani raggiunge i 57 metri di altezza. La rivista “Illustrazione italiana” lo indicava come l’edificio più alto d’Europa; fu costruito nel 1932 e inaugurato, insieme alla piazza, da Mussolini in persona il 5 novembre 1932. Alla costruzione parteciparono le imprese Pisa  . Il palazzo contiene un rifugio usato durante il II conflitto mondiale che conserva traccia in un segno, una “R” in un cerchio, ancora visibile sui muri di Piazza Vittoria. Interesssanti anche le formelle, ancora presenti, che illustrano le arti e il lavoro dei bresciani, autore il ceramista romano Vittorio Saltelli (1887-1958), titolare della Saltelli Ceramiche di Roma. Da non dimenticare l’arengario (l’unico nel quale si è salvata un’opera con simboli del ventennio), l’Hotel Vittoria, il Caffè Impero e i resti di un cinema ormai da troppo tempo chiuso. Nel dopoguerra prese il nome di Piazza Martiri della Libertà per poi essere rinominata ” della Vittoria”.  Il 21.12.2013 viene inaugurata la nuova Piazza della Vittoria per la quale è stata rifatta la pavimentazione e vietata la circolazione automobilistica. ….  leggi anche sul quartiere che era al posto di Pzza Vittoria.

Brescia com’era: Chiesa di S.Ambrogio

Mah, si chiederà qualcuno, a Brescia non esiste una chiesa intitolata a S.Ambrogio e, a dir il vero, è vero!… ma fino al 1929 una chiesa di S.Ambrogio esisteva lì dove ora c’è Piazza della Vittoria, e per la precisione, lì dove ora ci sono le sale della Borsa ovvero sotto il quadriportico. La piccola chiesetta, frequentatissima, fu demolita insieme ai quartieri delle Pescherie, del Serraglio e del Granarolo, proprio per lasciar posto ai nuovi edifici e monumenti celebrativi della novità del ventennio anche in fatto di architettura e costruzioni.

Cosa è rimasto? Qualche descrizione di com’era l’antico edificio, qualche foto in bianco e nero, non del tutto chiara, ripresa in gran fretta, durante le demolizioni, per lasciare qualche misera testimonianza. Sì, una gran fretta perchè la chiesetta nelle sue viscere conservava anche testimonianze romane… ma bisognava fare presto, e allora giù di piccone.

Il tempio è nominato in un atto del 1272 e aveva la faccia, correttamente, rivolta a ovest e presentava da questa parte una porta con lunetta. La chiesa era completamente attorniata da edifici di stampo medievale eccetto che sulla fiancata posta sul Vicolo S.Ambrogio, oggi sparito. Gli interni furono completamente rifatti nel 1600. Tante le opere all’interno tutte ricollocate in altre chiese o al Museo di S.Giulia.

Sant’Ambrogio e San Carlo Borromeo, opere del pittore bresciano Antonio Paglia sono oggi conservate nella cappella di San Giuseppe presso il Centro Pastorale Paolo VI. L’altare a destra dell’ingresso, dedicato a San Gaetano da Thiene, recava una tela di Felice Boscaratti, raffigurante San Gaetano e San Girolamo in adorazione della Vergine col Bambino, oggi collocata sulla controfacciata della chiesa di Sant’Agata. L’altare sinistro, dedicato al Redentore, presentava invece una copia di un dipinto del Moretto, eseguita da Angelo Monticelli nel Seicento. Anche questa tela si trova nella chiesa di Sant’Agata, appesa nella Cappella del Crocifisso. Durante la demolizione fu inoltre staccato dalla parete esterna un frammento di affresco databile alla fine Trecento raffigurante San Giorgio a cavallo, poi trasferito alla Pinacoteca Tosio Martinengo dove è ancora esposto.

Brescia Littoria

PNF - Centro Rionale Italo Balbo

PNF – Neighborhood Center Italo Balbo

Andando in giro per Brescia è possibile ritrovare vecchi luoghi che ricordano i tempi prebellici del 1945. Qualche scritta è ancora possibile trovarla nonostante siano state cancellate quasi tutte le tracce e i segni.

Non so che vernice usassero per le scritte, ma credo siano molto difficili da cancellare e che resistano parecchio alle intemperie. A voi scoprire dove si trova quella in fotografia.

Meloni, Spaderie, Cappellari e Sardelle gioiose…

Tutti sanno, almeno i concittadini, che durante il ventennio fascista, a partire dal 1929, venne demolito un intero quartiere, detto delle “Pescherie” a causa dell’attività commerciale predominante lì esercitata, per far posto all’attuale Piazza della Vittoria. Il Quartiere brulicava di strette vie e vicoli  di cui s’è persa un po’ memoria: dei Meloni, dei Cappellari, Spaderie, Rata, Ballerino, Sardella Gioiosa, … A proposito, il Vicolo della Sardella gioiosa era … poco “gioioso” in quanto qui venivano buttati gli scarti del pesce, perciò il nome dato, probabilmente, era  del tutto ironico. Qui cerchiamo di ricordarne i nomi e riportiamo anche foto, forse le ultime, che testimoniano di questa storia fatta sì di muri e mattoni, di piazzette e vicoletti, ma, soprattutto di gente e umanità (2400 persone evacuate insieme a 250 attività commerciali ) che è sparita insieme al quartiere e, forse, non esiste più. Qualche curiosità: Giuseppe Zanardelli è nato nel vicoletto della Sardella Gioiosa e il vicolo Angusto misurava solo due metri di larghezza. Oggi il Vicolo del Sole, a sinistra della Loggia, può darci un’idea di com’erano queste strade.

Molti abitanti “sfrattati” dal vecchio quartiere andarono in seguito  a popolare, prima, baracche poste in Campo Marte e in Zona Porta Cremona, e poi, negli anni ’30  il “Quartiere S.Vincenzo” organizzato in riva al Mella in Via Collebeato, dalla Congregazione San Vincenzo. In seguito le famiglie furono assistite da don Giacomo Vender,  “umile cappellano degli sfrattati”.

Elenco delle vie, vicoli e piazze facenti parte del Quartiere:
Via Prigioni, Vie dei Mercanti, Vicolo S.Ambrogio, Vicolo Angusto, Via del Palazzo Vecchio, Via delle Spaderie, Vicolo del Cavicchio, Vicolo del Trabucchello, Vicolo Coppamosche, Vicolo del Granarolo, Vicolo della Rata, Via Pescherie, Vicolo dei Cappellari, Vicolo della Sardella gioiosa, Vicolo del Ballerino, Vicolo del Capriccio, Vicolo dei Meloni, Vicolo della Costanza, Piazza delle Pescherie nuove, Piazza delle Pescherie vecchie, Piazzetta dei “Scarfoi” (gli scarfoi sono i cartocci delle pannocchie usati, una volta, per riempire materassi o costruire bambole…)    Leggi anche di Piazza Vittoria

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