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Le misteriose tre finestre di Contrada del Carmine

A zonzo per Contrada del Carmine, una via che conserva parecchi bei Palazzi e il carattere della Brescia antica, possiamo trovare delle belle curiosità. Prima di tutto all’interno della  Chiesa del Carmine, visitabile nei pomeriggi d’estate. E poi nel Museo della Fotografia, che raccoglie tantissimi oggetti e foto d’altri tempi.

La vecchia fontana dove fino a qualche anno fa si faceva  bucato, i negozietti dei robivecchi (ora si dice vintage), qualche ristorante gestito da giovani, un perno d’una vecchia macina conficcato nel muro della chiesa, il fiume Bova che scorre sotto il livello stradale, dov’è ancora il ponticello e un ponte romano, la libreria di volumi usati e altrove introvabili, l’unica colonna superstite dell’antico portico oramai scomparso (vedi antica stampa in foto), la località detta “il ponticello”, ed anche tre finestre che danno sulla via che riportano negli architravi scritte ammonitrici o forse proverbiali: “MIRA CHE DIO TI MIRA” – “CHI MAL VIVE MAL MUORE” – “PENSA ET POI FA”.

Dove sono? dai, provate a cercarle da soli, a volte basta alzare il solo sguardo da terra: vi lascio il piacere e la soddisfazione della scoperta!

La leggenda della Madonna delle Brine

brine01Nella Chiesa cittadina di Santa Maria del Carmine viene conservata un’antica e leggendaria icona detta della Madre di Dio di Gerusalemme od anche Madonna delle Brine e ancora Madonna di San Luca. La monumentale Pala di marmo nella quale si inserisce è opera del veneziano Giovanni Maria Morlaiter ed è del 1735. La teca che custodisce l’icona, in argento dorato, è del 1855.

 

Ai lati, l’altare è custodito da due angeli identificati come i Santi Faustino e Giovita, forse opere del Carra. La leggenda attribuisce l’icona all’evangelista San Luca e proveniente da Gerusalemme. In effetti fu portata dalla Terra Santa nel 1437 dal Vicario generale dell’ordine dei Carmelitani Fra Cristoforo Martinoni o Martignoni (1).

Nel corso dell”800 viene chiamata “Madonna delle Brine” perchè veniva esposta per soli tre giorni all’anno, in una settimana compresa tra fine aprile e inizio maggio, per implorare la protezione sui raccolti contro le gelate (brine) e in generale contro le intemperie.

 

Sotto l’icona trova posto un affresco quattrocentesco che ha per tema la Pietà.


 

(1) Brognoli Paolo, “Nuova Guida per la città di Brescia”  1826  Tip. Federico Nicoli Cristiani – Brescia

Brescia com’era : Contrada del Carmine

Siamo nella zona della Chiesa del Carmine detta “Ponticello” perchè una volta esisteva un piccolo ponte che attraversava il torrente Bova che ancora scorre nel sottosuolo. Se ci avviciniamo al fianco destro della chiesa possiamo sentire il rumore del’acqua.

Il Bar che oggi è all’angolo della piazzetta si chiama proprio “Ponticello” e chiaramente richiama il ponte che vi era un tempo. Nell’antica stampa vediamo anche un porticato ad archi che ora non esiste più: è rimasta una sola colonna che è inglobata all’entrata di una altro locale che si trova a fianco del Bar Ponticello.

In zona si trova anche un’antica fontana che serviva anche da lavatoio per i panni e il Museo Nazionale della Fotografia “Sorlini”. Interessante, a fianco della chiesa, la presenza di un perno che serviva a far girare le pale di una ruota idraulica. Naturalmente da visitare la Chiesa.

Antiche Botteghe del Centro

Nella Brescia veloce, impaziente, caratterizzata da mille centri commerciali “usa e getta”, vi sono ancora negozi che accolgono gentilmente le  “persone” e riescono a instaurare con esse rapporti umani; puoi scambiare qualche parola, un consiglio, girare liberamente, guardare vecchie fotografie, conoscere aneddoti e, magari, tornare a casa con un bel libro da sfogliare o da leggere. IO LIBRO lo trovate  in Contrada del Carmine. Dimenticavo: davanti al negozio potrete ammirare una bella bancarella in legno restaurata e originale. Una volta la usava un libraio in Piazza Rovetta per mostrare i propri libri….

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