Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
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in una stampa del '700
Crystal Palace
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che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
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Il Castello, fortezza e macchina da guerra
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Brescia: città di antichi Monasteri
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Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

broletto

La Loggia delle Grida del Broletto

 

Nel 1797 durante la “rivoluzione”, che portò alla costituzione della Repubblica Cisalpina Bresciana  dopo gli eventi della Rivoluzione Francese, vennero abbattuti alcuni monumenti che facevano riferimento al precedente governo della Serenissima. Venne perciò distrutta la colonna con il Leone di S.Marco  in piazza Loggia, per far posto all’Albero della Libertà, vennero scalpellate tutte le lapidi del Broletto e venne distrutta la Loggia delle Grida, sempre appartenente al Broletto.

Da questa Loggia, ad esempio,  fu proclamata la pace tra popolo e nobiltà nel 1213.

Il 7 settembre 1902 si inaugurò la nuova Loggia delle Grida ricostruita dall’Architetto Arcioni e che replicava, quasi in tutto, l’antico manufatto. La Giustizia che è al centro nel mensolone ha pesato, il Giudice alla sua destra la guarda e con la mano sinistra offre un fiore al prigioniero che viene dopo, segno che la sentenza gli è stata favorevole. Il Giudice a sinistra, invece, con la mano sinistra indica la Giustizia, guarda al giustiziere, che gli sta accanto e, con la mano destra, sembra che comandi l’esecuzione della avversa sentenza.

 

 

 

 

 

 

I misteriosi Cavalieri (Malesardi) del Broletto (1)

 

Cavaliere incatenato

Inizio oggi la pubblicazione di una serie di post che riguardano i Cavalieri dipinti in Broletto, “pittura infamante”, di cui mi sono già occupato. Prima di tutto le fonti:
1. G. Panazza in “Commentari Ateneo Bresciano”
2. Un articolo su un numero di “Civiltà Bresciana “

 

Panazza nell’articolo citato fa riferimento ad una scoperta di Mons. Guerini fatta nei primi decenni del 1900, nelle soffitte del lato sud del Broletto. Una fascia di affreschi che decorava l’antico salone del “Palatium Maius”, affreschi che dopo la trasformazione seicentesca subita da questa ala sono visibili solo salendo nelle soffitte. Le pareti furono in seguito nascoste da una mano di calce e poi anche da scaffali dell’Archvio Storico Civico. Dopo la guerra del 1945 l’Archivio fu sgomberato permettendo di ritrovare le pitture. Immaginiamo in origine un salone unico che occupava tutto il primo piano del “Palatium Novum Maius” iniziato tra il 1223 e il 1226 e terminato verso la metà del secolo. Le dimensioni imponenti: lunghezza circa 50mt, larghezza 14 e altezza circa 9mt. Era luminosissimo avendo le pareti traforate da grandi polifore e bifore.

Gli stemmi in Broletto

In Broletto, nel cortile interno, sulla facciata posta a sud possiamo vedere ancora degli stemmi che campeggiano su di una bellissima finestra quadrifora. Di chi sono? Quando sono stati posti lì? E, in particolare, di chi lo stemma a sinistra?

Chiaramente il primo a destra di chi guarda è l’emblema ufficiale della città: un leone rampante. Il biscione, negli ultimi anni simbolo anche di una catena televisiva nazionale, rappresenta il dominio della casa Viscontea a Brescia. E il terzo? Lo stemma vermiglio è quello del podestà Ramengo Casati facente le sue funzioni a Brescia dal 1343  e nel 1355. Un altro mistero forse  risolto.

I misteriosi Cavalieri del Broletto (2)

 

Cavaliere incatenato

Il salone dove si trovano gli affreschi del Duecento aveva un soffitto di legno a cassettoni; oggi si vedono  poderose capriate in legno di cedro con intaccature dove poggiavano  i travetti dei cassettoni, certamente dipinti. Gli affreschi duecenteschi  non correvano lungo tutto il salone; in particolare non sono presenti lungo le pareti a ovest ed ad est. La fascia affrescata al lato sud era probabilmente di circa 28,60mt e quella a lato nord di 34,70mt. Era rappresentata la stessa scena, una teoria di cavalieri dai colori vivi, qualcuno anche appiedato e quelli a cavallo al trotto ma anche al galoppo. Il gruppo dei cavalieri è rappresentato in genere di profilo ma anche con vista a tre quarti e uno in posizione frontale. Sul cavallo, che in genere è rosso o nero con gualdrappa e sella di color giallo chiaro, siede il cavaliere con una modesta tunica quasi sempre dello stesso colore, a volte con copricapo e capelli neri, rossi o marrone. Molti hanno calzoni neri, portano speroni ed hanno i piedi in staffe triangolari.

La maggior parte è atteggiamento dolente per l’espressione del viso, la testa inclinata poggiata sulla mano (per gli iconografi medievali segno espressivo del  dolore), incatenati uno all’altro o per il collo o per la mano. Particolare interessante: ogni cavaliere ha dietro la testa, legata ad una catena, una banderuola nera con dei nastri mossa dal vento (per alcuni è una benda da mettere al condannato a morte, per altri una borsa che indica l’attaccamento al denaro di questi personaggi e che hanno usato la politica per i propri interessi).  Altro particolare interessante lo scudo con lo stemma della casata di appartenenza che qualcuno tiene con la sinistra, altri appeso al braccio, altri al collo; ed anche gli scudi si sollevano a causa dell’andare del cavallo. Un cavaliere ha due scudi uno triangolare ed uno cuoriforme.

ClickQui per vedere l’immagine a tutto schermo

Faccioni dal Broletto

Ancora un Faccione del palazzo del

Governo sito nel Broletto.

Si notino le formelle sopra il faccione con le scritte che sono state cancellate a colpi di scalpello.

Probabilmente celebravano i fasti di coloro che poi sono stati scacciati da altri padroni.

Misteriosi cavalieri

 

I Cavalieri del Broletto

Nel palazzo del Broletto esiste l’affresco più lungo d’Italia a carattere non religioso: purtroppo non facilmente accessibile (dal settembre 2013 è accessibile con visite guidate). Nella seconda metà del Duecento venne dipinta la “sfilata dei Cavalieri ghibellini di Brescia”, sono cavalieri vestiti semplicemente, con le mani che coprono il viso e legati l’un l’altro da una catena. E’ una sfilata disonorevole con la quale i guelfi celebrarono la loro vittoria sui nemici ghibellini. E’, dicono gli esperti, il più importante esempio di “pittura infamante” esistente. Imponenti le misure dell’affresco di 52 metri di lunghezza e altezza di 9 metri. Qualche tempo dopo fu aggiunto un’altro affresco che racconta del vescovo Berardo Maggi, pacificatore tra Guelfi e Ghibellini

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