Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
Mosaico di una Villa Romana
MilleMiglia
la corsa nata a Brescia ora in versione storica. Tutti gli anni nel mese di Maggio
MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
Brescia: città di antichi Monasteri
e dei bellissimi chiostri ancora sconosciuti
Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

brescia romana

L’acquedotto romano di Sarezzo

acq_sarezzo082015Nel mese di Agosto 2015 viene ritrovato, nel corso degli scavi per la realizzazione della rete fognaria, un piccolo tratto dell’acquedotto romano che da Lumezzane portava l'”acqua salsa” lungo la Valle Trompia per dissetare sia i valligiani che gli abitanti di Brixia. Il manufatto, lungo un paio di metri e giacente in Via Antonini, è stato rimosso e portato in una piccola area verde del Municipio di Sarezzo. Prossimamente lo si potrà ammirare da vicino. Sarà motivo per riscoprire il corso delle acque che gli antichi romani seppero convogliare in un’opera particolarmente importante lunga 25 chilometri, senza contare tutte le diramazioni che si sviluppavano nelle campagne e nei villaggi.

Si ricordano altri ritrovamenti visibili a Lumezzane, Pregno, Villa Carcina, Concesio, Bovezzo e nella stessa Brescia, in particolare in località Costalunga e sul Castello.

ALTRI ARTICOLI SULL’ACQUEDOTTO ROMANO DI BRESCIA CLICKQUI

Althea Officinalis del Foro Romano

Nei giorni estivi passeggiando tra i resti dei monumenti romani di Brescia si possono ammirare alcune  “Rose Althea”, piante millenarie che ancora oggi fioriscono memori di un antico passato, purtroppo, spesso, tra sterpaglie e incuria. La “Rosa Althea” era una pianta molto amata dagli antichi greci e romani per le sue qualità culinarie ed officinali (valida per raffreddori, infiammazioni, indigestioni).

Nel Medioevo, con la cultura monastica, si perpetruarono le antiche tradizioni ed anche la “Rosa Althea” rientrò nella categoria delle piante medicinali curative e lenitive. Ancor oggi è presente in tante ricette farmaceutiche a testimonianza delle sue proprietà già riconosciute nel mondo antico, romano e… brixiano.

Scacchiere romane di Brescia

In un altro articolo (linkqui) ho raccontato delle due scacchiere romane incastonate in due punti della città e visibili facilmente a tutti.  Ci ricordano la passione dei nostri antichi avi per il gioco e le scommesse. Una la troviamo in Piazza del Foro (purtroppo colpevolmente non protetta e sottoposta agli agenti atmosferici). L’altra ben protetta e poco visibile in Porta Paganora incastonata nel muro da qualche costruttore del medioevo che ha avuto l’accortezza di esporre il manufatto verso l’esterno.

Nella foto possiamo vedere le pedine, colorate di  bianco, blu e violetto, che servivano per giocare con le scacchiere. Le pedine, conservate nel Museo di Santa Giulia, furono ritrovate nel corredo funebre di un ragazzo insieme ad altri oggetti, tra i quali, delle monete che servivano per “pagare” il passaggio offerto da Caronte ai defunti.

Resti romani in Via Brigida Avogadro

Quante volte abbiamo visto lungo Via Brigida Avogadro, la strada che da Piazzale Arnaldo sale verso il Castello, quella lunga teoria di resti romani distesi a destra e a sinistra… Ma ci siamo chiesti da dove arrivano? Sono stati trovati in questa zona? Oppure?

Queste pietre romane, ben sagomate e che facevano parte di edifici costruiti dai nostri avi, provengono dal centro storico e furono messe in luce durante gli scavi eseguiti per costruire Piazza Vittoria ed anche , nel 1970, nel corso dei lavori per la messa in opera dell’Autosilo Agip.

Quasi abbandonati lungo la strada, raccontano ai più attenti, il lavoro che gli antichi fecero per abbellire Brixia.

Alcune pietre sono finemente lavorate come si può vedere dalle foto. Lungo la via si possono notare anche parti romane e medievali delle antiche mura della città.

Brixia in… Corso Martiri della Libertà.

Chissà quante volte siamo passati, provenendo da Piazza Repubblica, in Corso Martiri della Libertà… La via cittadina è conosciuta per i negozi, i bar, per la Chiesa dei Miracoli, per le Banche e per tanto altro. Sono sicuro però che tanti non hanno mai notato quella casa che sui muri esterni conserva tracce dell’antica romanità.

Sul muro a nord sono incastonate tante pietre di recupero e sul muro a est, quello sulla via, si nota una lapide che per tre quarti e sotto il livello stradale e che sopra riporta una pietra, altezza attorno al metr e venti, con quattro fori. Si tratta di un’ara romana e cioè un monumento funebre sul quale è scritto:

M(arcus) RUSTIUS
GAMUS
VIvir AUG(ustalis)
SIBI
ET
QUINTIAE SEBASTE
CONTUBERN(ali)

ovvero Marco Rustio Gamo Seviro Augustale per se e la convivente Quinzia Sebaste

Il seviro (*) Marco Rustio vissuto nel II  sec. dC, era di condizione libertina ed era stato legato a Quinzia Sebaste, non da un vero vincolo matrimoniale , ma da un rapporto di convivenza. (G.L. Gregori)

I Seviri erano un’importante carica cittadina e rivestivano funzioni tra il sacerdotale e il pubblico, ed erano scelti tra i decurioni


Marco Nonio Macrino: il Gladiatore bresciano

Macrino apparteneva alla famiglia dei Nonii, ben documentata da numerose iscrizioni a Brescia, ma anche a Milano, Como e Verona. E’ stato protagonista di una brillante carriera militare e civile e, seppure presto lontano dalla città di origine, ha mantenuto con essa e con i rappresentanti della classe dirigente uno stretto legame.

Sono state rinvenute a Brescia e nel territorio epigrafi che ricordano l’erezione di statue in onore di Marco Nonio Macrino e il suo ruolo di patrono presso l’imperatore a Roma, con il compito di mediare le istanze cittadine presso il potere centrale.
Altre iscrizioni lasciano supporre un interessamento dei
Nonii allo sfruttamento delle cave di calcare locale presso Botticino e la presenza di alcune proprietà sulle sponde del lago di Garda, in particolare la grande villa portata in luce presso Toscolano Maderno dalla Soprintendenza per i beni Archeologici della Lombardia.

 

Lapide con il nome di Macrino in P.zza Loggia

Una brillante carriera

  • dopo il 130, ricoprì con altri nove giovani aspiranti senatori, le funzioni giudiziarie di decemvir slitibus iudicandis, comportanti la presidenza del tribunale per cause civili
  • intorno al 138 Macrino entrò nel Senato di Roma, a 25 anni
  • dal 138 al 143 fu assistente di fiducia del governatore della provincia d’Asia
  • rientrato a Roma divenne tribuno della plebe e poi pretore
  • ricevette il comando militare dell’intera XIV legione Gemina, stanziata a Carnuntum, che era anche capitale della Pannonia superiore (oggi in Austria), poi il governo della confinante provincia della Pannonia inferiore, con capitale Aquincum (presso l’attuale Budapest).
  • 154 d. C. venne eletto console, subentrando nelle funzioni al Cesare Lucio Vero, figlio adottivo dell’allora imperatore Antonino Pio, ed a T. Sestio Laterano
  • venne nominato membro della commissione preposta al controllo dell’alveo e delle rive del Tevere nonché al buon funzionamento delle cloache di Roma
  • 169 d. C. muore Lucio Vero, figlio adottivo, con Marco Aurelio, di Antoninio Pio. Intraprese con Marco Aurelio una spedizione contro le popolazioni danubiane
  • 170-171 d. C. venne nominato dall’imperatore Proconsole d’Asia e governatore imperiale in Spagna Citeriore.
  • SCARICA IL DOCUMENTO della Soprintendenza della Lombardia su M.N. Macrino (devi registrarti)

Rai 1 – Passaggio a Nord Ovest – Alberto Angela illustra il Mausoleo di Marco Nonio Macrino

Rai 2 – Tg2 – il Mausoleo di Marco Nonio Macrino

La Villa di Macrino a Toscolano Maderno

Articolo del Times

Brixia in Corsetto S.Agata

In Corsetto S.Agata, al civico 22 si apre la Loggia delle Mercanzie (2), già palazzo Lechi, edificata nel XVI secolo probabilmente su un antico nucleo trecentesco, in parte rivelato da opere di restauro. Costruttore fu probabilmente un membro della famiglia Viviani, famiglia di mercanti di Bagnolo, che ampliò e rinnovò la precedente struttura costruendo il bel portale cinquecentesco ed il cortile.
Questo fu utilizzato anche per dar degna mostra ai clienti dei prodotti commerciali venduti.
Il palazzo passò poi in proprietà alle famiglie Luzzago, Polini e dal 1669 ai Lechi. Questi progettarono significative modifiche portate a termine dall’architetto Antonio Turbini attorno al 1738. Egli rispettò la parte attorno alla ‘corte nobile’ e ricostruì, invece, la parte centrale fra i due cortili in cui vennero ricavate delle sale. La dimora della famiglia Lechi di idee filofrancesi, fu saccheggiata e in parte distrutta nel 1799 quando l’esercito austriaco entrò in città. L’edificio fu restaurato ed in parte ricostruito fra il 1971 e il 1974. Oggi è proprietà condominiale ed è detto “loggia delle mercanzie” in omaggio alla zona commerciale dove sorge ed al fatto che accoglie a pian terreno numerosi negozi. All’ingresso è stata costruita una scala mobile che conduce al Museo di fotografia contemporanea Ken Damy.

Potremo notare una lapide romana con iscrizione “VALERIUS FELICIANUS”, probabilmente ritrovata in loco. E’ cosa certa che a livello delle cantine di qualche casa dei dintorni si trovano i resti delle antiche abitazioni di Brixia.

Visita alla Basilica Romana di Brescia

La soprintentenza ai Beni Archeologici ci ha chiesto di diffondere quest’invito:

“Il 25 e 26 settembre 2010, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Ministero quest’anno con lo slogan Italia tesoro d’Europa, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia organizza le aperture straordinarie di vari siti archeologici e musei finalizzate alla conoscenza del nostro patrimonio culturale da parte dei nostri concittadini o ospiti stranieri, in particolare in Valle Camonica e a Brescia.

L’appuntamento di Brescia prevede l’apertura straordinaria dell’area archeologica della Basilica romana, in piazzetta Labus 3, nella quale sono visibili i resti pavimentali ed architettonici dell’antico edificio che in età flavia chiudeva a sud il Foro ed i materiali archeologici rinvenuti negli scavi condotti alcuni anni fa nel sito.

Nel pomeriggio di domenica 26, dalle 15 alle 18, gli ospiti, amici e concittadini stranieri interessati verranno ricevuti dal direttore dell’area, dr.ssa Rossi, che, in collaborazione con i mediatori culturali presenti, li introdurrà al significato della visita del sito ed esporrà gli elementi più significativi e rilevanti del percorso.

Verranno messi a disposizione materiali didattici, fino ad esaurimento delle copie disponibili.”

Per chi potrà, è senz’altro una bella occasione per scoprire un altro piccolo gioiello nascosto della nostra città.

Brixia in Piazza Paolo VI

cab01Anche in Piazza Duomo ci sono resti dell’antica Brixia. Alcuni sono visibili nella piazzetta che si trova sotto il Palazzo dei Camerlenghi (pezzo che unisce la piazza con via X Giornate). Altri resti interessanti dentro la Banca (ex CAB): appena entrati dall’ingresso principale subito a destra un magnifico e grande mosaico del II sec. dC, con scene marine, pesci vari e delfini a decorazione del mosaico che starebbe benissimo anche in un ambiente moderno. L’ambiente doveva essere adibito a Terme. Vi è anche uno spezzone della strada (Cardo) che andava da Nord a Sud, ma non è nella sede della Banca ma in un’altro luogo che cercheremo di visitare e fotografare (sempre che  diano il permesso).

Itinerari Brescia Romana

 

La musealizzazione del nucleo di abitazioni di epoca romana, è un importante occasione per scoprire le numerose testimonianze archeologiche presenti in città. Brescia conserva infatti significativi reperti romani che per importanza e ricchezza, non trovano facili confronti.

Un emozionante percorso espositivo che inizia dentro il museo e che prosegue in città, per riscoprire ed apprezzare le architetture di età romana ripercorrendo luoghi di grande suggestione, primo fra tutti il celebre Capitolium, ed entrare così fin dentro le radici della storia della città. Nelle piazze, lungo le strade e sotto i palazzi della Brescia odierna.

 

*Lapidario, Piazza Loggia

Con un antico provvedimento nel 1480, il Consiglio della città impose l’obbligo di conservare le pietre lavorate e iscritte venute alla luce durante la costruzione del fondaco del sale. Le numerose iscrizioni rinvenute furono murate fra il 1488 e il 1489 nelle facciate delle carceri e del Monte di Pietà in Piazza Loggia.

 

*Tempio capitolino e teatro romano, Piazza del Foro

Costruito per volere dell’imperatore Vespasiano nel 73 d.C., il Capitolium fu luogo di culto e simbolo dell’antica Brixia. L’edificio, situato ai piedi del colle Cidneo, è affiancato dai resti del teatro romano, sede di spettacoli e luogo di riunioni pubbliche, che si  pensa potesse accogliere fino a 15 mila spettatori. L’area archeologica occupata da questi edifici è considerata una delle più significative e meglio conservate dell’Italia settentrionale.

 

*Foro

Situato nell’omonima piazza, davanti al Capitolium, il forum era la sede del commercio e del mercato di Brixia. Circondato da porticati sui quali di affacciavano numerose botteghe, il foro era delimitato a nord dal decumano massimo, dominato dall’imponente architettura del capitolium, e a sud dalla Basilica. Sul lato est della piazza sono visibili alcuni resti, in particolare una colonna in marmo con capitello corinzio.

*Basilica romana, Piazza Labus

Eretta in età flavia (69-96 d.C), costituiva il lato meridionale del foro; la Basilica fu uno dei più importanti edifici pubblici di Brescia romana, centro dell’amministrazione della giustizia, di comizi e scambi commerciali. Sono visibili alcuni resti della facciata meridionale, in particolare delle colonne scanalate e dei blocchi in marmo di Botticino, nell’attuale piazza Labus.

Sono comunque numerosi i siti archeologici poco conosciuti perchè ubicati sotto case e palazzi privati. E’ questa un occasione unica per visitare ciò che abitualmente non è facile vedere.

Area archeologica del Foro, Palazzo Martinengo (visitabile il martedì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17)

Porticula Sancti Eusebii, via Brigida Avogadro

Domus, Istituto Cesare Arici (visitabile, su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 18.00)

Domus, Istituto Gambara(visitabile, su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 e sabato dalle 10.00 alle 16.00 – tel. 030/3775004-3778049)

Terme, Liceo Arnaldo(visitabile, su prenotazione, il martedì dalle 8.30 alle 13.00 – tel.030/41212-49438)

Siti di Brescia Romana

Numerosi sono i siti archeologici poco conosciuti perchè ubicati sotto case e palazzi privati.  

Area archeologica del Foro, Palazzo Martinengo (visitabile il martedì e venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17)

Porticula Sancti Eusebii, via Brigida Avogadro

Domus, Istituto Cesare Arici (visitabile, su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 18.00)

Domus, Istituto Gambara(visitabile, su prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00 e sabato dalle 10.00 alle 16.00 – tel. 030/3775004-3778049)

Terme, Liceo Arnaldo(visitabile, su prenotazione, il martedì dalle 8.30 alle 13.00 – tel.030/41212-49438)

Tomba del Cane

Sulla strada che da Brescia sale verso il Monte Maddalena (strada Panoramica), dopo qualche chilometro, si noterà uno strano monumento funebre. E’ da sempre chiamato “La Tomba del Cane”. Vi sarà davvero sepolto un cane, un cane importante, vista la mole del sepolcro?

La “Tomba del cane”, o arca Bonomini, era destinata, in origine, ad accogliere le spoglie di Angelo Bonomini , un commerciante bresciano e del suo socio Giuseppe Simoni che avevano un negozio in contrada di Palazzo Vecchio al numero 21. I due soci negoziavano coloniali, seterie, ottoni e affini e si erano conquistati una grande fortuna patrimoniale.
Il Bonomini e il socio, avevano lasciato nel 1837 tutti i propri beni all’Ospedale Maggiore di Brescia, con la condizione che si costruisse nel  ronco di Fiorano un monumento marmoreo. Il 3 luglio 1847 fu indetto un concorso portato a termine nel 1854. Vinse il progetto l’arch. Rodolfo Vantini (quello del cimitero) e i lavori si iniziarono nel febbraio 1856. A novembre Vantini moriva e le competenze dovute furono pagate alla vedova (315 Lire). 2247 Lire furono invece pagate allo scultore G.B.Lombardi che pochi anni dopo ebbe anche la commessa del monumento a ricordo delle X Giornate donato da Vittorio Emanuele II (la Bella italia). Il piccolo mausoleo in pietra di Rezzato alto 12 metri fu collaudato il 20 luglio 1860 dall’Ing. Giuseppe Vita che aveva costruito l’edificio e dei  portici del Mercato dei grani (P.le Arnaldo). L’opera costò in totale 28.704 lire austriache, circa 100.000 euro di ora.
Ma il sepolcro  non accolse mai le spoglie dei due commercianti.
Secondo tradizioni e leggende la tomba conterrebbe un cane, ma questo non è vero.

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