Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
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Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
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La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
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Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
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Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
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Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

acquedotto romano

L’acquedotto romano di Sarezzo

acq_sarezzo082015Nel mese di Agosto 2015 viene ritrovato, nel corso degli scavi per la realizzazione della rete fognaria, un piccolo tratto dell’acquedotto romano che da Lumezzane portava l'”acqua salsa” lungo la Valle Trompia per dissetare sia i valligiani che gli abitanti di Brixia. Il manufatto, lungo un paio di metri e giacente in Via Antonini, è stato rimosso e portato in una piccola area verde del Municipio di Sarezzo. Prossimamente lo si potrà ammirare da vicino. Sarà motivo per riscoprire il corso delle acque che gli antichi romani seppero convogliare in un’opera particolarmente importante lunga 25 chilometri, senza contare tutte le diramazioni che si sviluppavano nelle campagne e nei villaggi.

Si ricordano altri ritrovamenti visibili a Lumezzane, Pregno, Villa Carcina, Concesio, Bovezzo e nella stessa Brescia, in particolare in località Costalunga e sul Castello.

ALTRI ARTICOLI SULL’ACQUEDOTTO ROMANO DI BRESCIA CLICKQUI

Costalunga – Acquedotto Romano

Una delle più evidenti prove della presenza romana sul territorio bresciano sono le tracce dell’antico acquedotto, realizzato all’epoca dell’imperatore Ottaviano Augusto (I secolo d.C.) L’acquedotto romano attraversava la Valle Trompia, convogliando le acque della Valle Gobbia sino a Brescia e fu utilizzato integralmente per tutta la lunghezza del percorso originario sino al V secolo d.C.

Attualmente parti ben conservate dell’acquedotto sono presenti a Lumezzane (1), Villa Carcina (2), Cogozzo (2), Pregno (1), Concesio (2), Bovezzo (1), Mompiano (1), Costalunga (2) e Brescia città . Cercheremo di trovare queste tracce e di documentarle fotograficamente.  Quello nella foto è a Costalunga. Ve ne sono due visibili: uno lungo circa cinque metri è integro, fuori dal terreno, percorribile,  ben conservato. Non è visibile dalla strada ma facilmente raggiungibile. L’altro, anch’esso di circa cinque metri è in parte interrato. Visibile anche la cavità. E’ segnalato da un cartello che qualche abitante locale ha inserito nella parte cava aperta.

Sugli acquedotti romani: clickqui

Si conserva anche un’epigrafe romana ( 81x75cm) dove è scritto:

DIVVS AVGVSTVS / TI CAESAR DIVI / AVGVSTI F DIVI N / AVGVSTVS / AQVAS IN COLONIAM / PERDVXERVNT

che attesta la presenza dell’Acquedotto in Brixia.

Alla scoperta di Via Cattaneo (Via Tre spade)

L’antica via ( ex Via Tre Spade) è una delle più ricche di storia di Brescia. Una chiesa, S. Cassiano, che ora non c’è più ma della quale rimangono tracce di resti di finestre gotiche. Al posto della Chiesa vi fu poi la prima Società telefonica della città che iniziò nel 1885 la propria attività con ben 95 abbonati. E poi il vicolo di San Marco dove si trovano case di stampo medievale e la chiesetta in stile romanico. Visibile la possente torre d’Ercole che prende il nome dall’antico culto, in epoca romana, di Ercole… e la vicina chiesa di S.Marco. E poi la casa Cigola, Maggi, Luzzago… Le insegne di una forneria e i segni di un’antica farmacia… Da visitare, rigorosamente passeggiando con calma e con il naso all’insù!

Nel 2009 in Via Cattaneo vennero fatte anche scoperte archeologiche importanti, durante lavori edili si scoprirono resti di edilizia romana e una piccola necropoli medievale. Tra i materiali rinvenuti nel corso dello scavo vengono segnalati, perché di grande interesse, i corredi delle tombe medievali, con pettini in osso ed un’importante fibula in bronzo del tipo a “croce latina”; inoltre una base iscritta di età romana; e, ancora, i frammenti di una coppa dipinta a figure rosse, di fabbrica etrusca, databile nella seconda metà del quarto secolo avanti Cristo.

Anche nel 1883, durante la costruzione di una ghiacciaia, all’interno di un palazzo (n. austr. ) venne scoperto un pezzo di acquedotto romano. Il tutto venne poi ricoperto e cadde nell’oblio.

In Via Cattaneo, la prima domenica di settembre di ogni anno si svolge Artestrasse, mostra di quadri collegata al Premio Moretto e mercatino della creatività lungo la strada. Da segnalare, al n. 26, anche l’antica Cappelleria Pedersini, un unicum della città.

Leggi anche : Il Diavolo e il mistero della colonna

Via Boccabella

Che bel nome per una via! E di chi sarà questa “bocca bella”? La Via Boccabella esiste da tempi remoti e nel tempo si mutò anche in “Roccabella”. Il nome tradizionale venne ripristinato nel 1936 e, il significato, è certamente più oscuro da interpretarsi di “Roccabella”. Divenne Roccabella semplicemente perchè la prima lettera sulla targa consumò il pezzettino in fondo, e da “B” divenne “R”…

Il nome “Boccabella” deriverebbe da uno sbocco dell’acquedotto Romano che passava proprio sopra questa stradina. Una stradina molto breve ma molto pittoresca, quasi nel centro di Brescia.

Costalunga – acquedotto romano…

Ancora un pezzo ritrovato questa volta in località Costalunga lungo il percorso che lungo  la Valtrompia portava il manufatto a Brescia.
E’ il secondo ritrovamento visibile nel quartiere residenziale di Brescia. Scorre lungo la strada, è il prolungamento di quello esterno (vedi altro articolo) posto una ventina di metri più a monte.
Si nota solo perchè in un punto è aperto un buco che evidenzia la cavità interna e  la vegetazione pian piano sta coprendo tutto.
Non esiste alcuna segnalazione che indichi l’opera romana e forse è meglio così.

Bovezzo (BS)-Acquedotto Romano

Finalmente siamo riusciti a fotografare il resto dell’acquedotto romano che, proveniente da Lumezzane arrivava, dopo 25km di percorso lungo la Val Trompia, a rifornire d’acqua Brixia. E’ un reperto imponente, ben conservato, lungo circa 10 metri misura all’interno 1,35m e o,60 di larghezza, ben protetto perchè inglobato sapientemente in una costruzione. Fu ritrovato nel 1984 nel corso dei lavori per la costruzione di una casa. Si trova in paese ed è

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direzionato da nord verso sud; strano a dirsi ma non è molto conosciuto neanche dagli stessi abitanti di Bovezzo…

Ringrazio i gentili signori che mi hanno accompagnato nella visita e mi hanno permesso di fotografare il bellissimo manufatto, testimone dell’ingegno e della capacità dei nostri avi.

Altri articoli sull’Acquedotto Romano di Brescia

Chi desidera copie originali e in grande formato di queste o altre foto può richiederle a admin@bresciacity.it

Valtrompia – Acquedotto Romano GdB (S.Botta)

Dal Giornale di Brescia del 9 marzo 2011. Articolo di Sergio Botta

VILLA CARCINA Erano gli anni ’70. Fu allora che vennero ritrovati alcuni segmenti dell’antico acquedotto romano. Un tratto collaterale rispetto a quello principale Lumezzane-Brescia. Partiva dalle sorgenti di Siviano. Allora la notizia finì anche sui quotidiani nazionali. Ma poi, dopo che fu «bloccato» e conservato un piccolo segmento, su intervento della Soprintendenza archeologica, tutto finì nell’oblio: quel tratto è ben visibile ancora oggi nello scantinato del bar Pollon a Cogozzo.

In quella zona si è continuato a costruire: oggi sono presenti abitazioni e una zona industriale. La conseguenza? Il percorso dell’acquedotto romano in molti punti è stato coperto dal cemento, finendo inglobato nelle fondamenta delle case o dei capannoni delle fabbriche.

Di questo storico manufatto, la cui costruzione risale al quarto decennio del primo secolo dopo Cristo, si è sempre parlato poco e addirittura non si conosce con esattezza il percorso, soprattutto nella parte sud. Continua a leggere

Valtrompia-Acquedotto Romano (G.d.B. 27.02.2011)

Articolo del Giornale di Brescia del 27 febbraio 2011 di Sergio Botta

VALTROMPIA Valorizzare l’acquedotto romano di Valle Trompia al fine di trasformarlo in un’attrazione turistica di pregio. L’obiettivo dichiarato è quello di dare maggior risalto ad una testimonianza storica e culturale di primissimo piano a livello europeo. Non tutti sanno infatti che l’acquedotto di Valtrompia, con i suoi venticinque chilometri (partiva da Lumezzane ed arrivava a Brescia) superava di cinque chilometri quello di Lione in Francia (lungo 20) e di otto quello di Trieste (lungo 17).
Proprio per questa sua importanza il Sistema Museale di Valle, facente capo all’Assessorato alla cultura della Comunità Montana guidato da Elisa Fontana, aveva inserito già nel 2010 la promozione di un itinerario riguardante strade, acque e contrade lungo l’acquedotto romano.
I lavori di edificazione dell’antica struttura iniziarono sotto l’impero di Augusto per terminare con il suo successore Tiberio nel primo secolo dopo Cristo. Continua a leggere

Tracce dell’acquedotto romano in Castello

Quante volte siamo andati in Castello… siamo saliti da via S.Faustino e ridiscesi, come vuole la viabilità odierna, lungo i tornanti che conducono in Piazzale Arnaldo e non ci siamo accorti che si può vedere l’unica porta delle mura romane che circondavano Brescia ancora, in parte, in piedi, ruderi delle mura ed anche un piccolo tronco dell’antico acquedotto che arrivava direttamente da Lumezzane (Aqua Salsa). Nel Medioevo la porta romana era detta “Porticula Sanctii Eusebii” portata alla luce nel 1874. Come si vede nella foto 1, aveva una chiusura a saracinesca, del tipo a cataratta, e si apriva nel tratto nord-est delle mura antiche. Le mura sono ancora visibili in basso tra i tornanti della strada, dove si nota anche una torre circolare di difesa e, come si diceva prima, u tratto dell’acquedotto costruito dai Romani e proveniente dalla Val Trompia. Il tracciato delle mura continuava verso Sud, lungo la via Brigida Avogadro risalendo verso Nord inglobando il colle Cidneo. Le mura erano lunghe circa tre chilometri.

La Porta di S.Eusebio

La Porta di S.Eusebio

La Torre circolare

La Torre circolare

Acquedotto Romano

Acquedotto Romano

Resti delle Mura

Resti delle Mura

Acquedotto romano (3)

acquedotto3L’acqua, tramite un acquedotto di cui rimangono ancora copiose testimonianze a ridosso della roccia del Cidneo, negli orti delle case di via Santa Chiara, raggiungeva la piazza del foro da cui si ripartiva per alimentare le fontane, allora solo pubbliche, della Brixia imperiale che, sembra, raggiungesse i 10mila abitanti.
E poi l’acqua alla città romana arrivava tramite un altro acquedotto, quello della val Gobbia o
di Tiberio che, partendo dall’attuale Lumezzane incanalava l’abbondante acqua della zona per
25 chilometri.
Questo si prolungava alla sinistra del fiume Mella fino ad Artignago, da lì proseguiva per la
località Conicchio (nome derivante forse dalla parola “cunicolus”), valle di Mompiano e
Costalunga, per poi costeggiare il ronco fino ad arrivare sul colle Cidneo nei pressi della porticula
Sancti Eusebii (nei pressi dell’attuale chiesa del convento di San Pietro in Castello). Da lì si dipartivano i condotti che scendevano in città ad alimentare fontane e terme.
Questo acquedotto sembra abbia avuto vita piuttosto breve (cattiva costruzione? ne dubitiamo! – manutenzione scarsa dal momento che l’acqua che proveniva dalla fonte di Mompiano era più che abbondante? forse!): fu presto abbandonato e dimenticato per poi, nel medioevo, venire riabilitato come alveo del fiume Celato che scendeva verso la città partendo da
quel di Sarezzo.
L’acquedotto di Tiberio è ancora presente per una parte del suo percorso e il visitatore della fonte lo può vedere nella zona a monte. Nel corpo del condotto si possono ancora osservare gli spillamenti che servivano ad alimentare il bacino della fonte quando periodi di forte siccità
ne causavano la forte diminuzione di produzione. Alla fonte l’acqua scaturiva da sette vigorose polle che davano origine ad un laghetto. All’inizio del suo viaggio verso la città, lungo quasi cinque chilometri, scorreva in un canale a cielo aperto e veniva usata per irrigare gli orti della valle di Mompiano. Scorreva poi sotto l’attuale via Ambaraga tra sponde in pietrame e in muratura, coperta in parte da piccoli volti e in parte da lastroni di pietra, giungeva a Ponte Alto (l’attuale P.le Golgi), proseguiva fino ad addossarsi alle pendici nord del Cidneo, le costeggiava in quelli
che sono gli attuali orti delle case di via Santa Chiara ed arrivava alla fine del suo viaggio: piazza del Foro, in via Musei. (Testo A2A)

Acquedotto romano (2)

acquedotto_c1Alla ricerca delle tracce dell’acquedotto romano che portava l’acqua dalla Val Gobbia (Lumezzane) a Brescia, ci siamo imbattuti nei resti visibili in zona Concesio-Costorio. E’ la parte più antica di Concesio che conserva le case e l’aspetto di un tempo. Ciò che rimane dell’antico manufatto è praticamente sulla strada Triumplina, ma, per i distratti e frettolosi automobilisti è  invisibile. L’acquedotto romano era lungo circa 25 chilometri e portava l’acqua in città sia per i bisogni di tutti i giorni  che per l’uso termale; a Brescia, infatti, esistevano le Terme sia in zona Via Gasparo da acquedotto_c2Salò che in zona Corso Magenta. Ma perchè i Romani portavano l’acqua da Lumezzane e non direttamente dalla fonte di Mompiano… il mistero è ancora irrisolto.

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