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La locomotiva prigioniera del Falco d’Italia

Nel piazzale interno del Castello di Brescia (sul Bastione di S.Faustino)  si può ammirare un’antica Locomotiva a vapore, la famosa N°1 della Ferrovia Brescia-Edolo SNFT, messa in questa sede nel 1961, alla memoria dell’Ing. Giuseppe Ottone “pioniere ardimentoso, realizzatore di grandi opere per il progresso del Sebino e della Valle Camonica”, come primo monumento italiano alla locomotiva, in occasione della fine della trazione a vapore su questa linea. La locomotiva a vapore venne costruita nel 1906 a Saronno dalle Costruzioni Meccaniche Saronno in collaborazione con la tedesca Kessler.

In 54 anni di onorata carriera ha percorso circa 2.500.000 chilometri, lunga 9 metri pesante 41 tonnellate, con scorta di 3 tonnellate di carbone e 2 mila litri di acqua. Durante la Prima Guerra Mondiale fu usata per il trasporto di merci, armi e munizioni in Adamello. percorreva la tratta Brescia Edolo in 3 ore e 10mn: un vero record! Nel 1960 nacque l’idea da ferromodellisti appassionati di portare in Castello una locomotiva. La proposta fu di Dada  Bruneri titolare del famoso negozio di giocattoli che si trovava in Via Gramsci al 25, sotto i portici. Il mezzo fu ceduto dalla SNFT alla cifra simbolica di UNA lira, poi si organizzò il trasporto a cura della ditta BESENZONI di Brescia che fece arrivare la Locomotiva in Castello il 7 settembre 1961. Il monumento venne inaugurato il 18 settembre 1961 alla presenza del presidente FIMF Gino Bechi,  del prefetto Cappellini, del Sindaco Bruno Boni e del macchinista Negri che per decenni aveva condotto la N.1

L’ultimo viaggio

“La macchina partì dallo Scalo Piccola Velocità di Brescia il 7 settembre 1961. Caricata su un carrello per il trasporto dei carri, opportunamente modificato, trainato da due trattori stradali direttamente agli ordini del titolare dell’azienda commendator Besenzoni, con il supporto del più anziano ed esperto conducente della ditta, Giovanni Ferrari, lo strano convoglio iniziò la marcia da Via Dalmazia per proseguire in Via Cassala, Via Fratelli Ugoni, Via Leonardo da Vinci e la faticosa salita del Castello con le due strette curve che impegnarono non poco i conducenti dei trattori. La locomotiva era stata privata della cabina di guida, del fumaiolo, della cassa laterale destra dell’acqua e del complesso dei cilindri sempre sul lato destro così da agevolare i vari transiti e alleggerire il peso. Non ostante ciò fu necessario puntellare il ponte di ingresso al Castello. Superata con non poca fatica la stretta curva che immette alla salita verso il piazzale a lei destinato, sotto un sole cocente la locomotiva giunse finalmente a destinazione.”

Estratto dall’articolo di M. Bicchierai pubblicato sul Bollettino FIMF n. 268 del 2007 – bimestrale della Federazione Italiana Modellisti Ferroviaria e Amici della Ferrovia.

In una sala del Castello troviamo il “Plastico Cidneo” il più grande plastico ferroviario aperto al pubblico di tutta Europa, composto da una ventina di trenini  in movimento contemporaneamente su 8 linee. In una sala adiacente troviamo il plastico di “Villa d’Almé”, uno dei più vecchi plastici in HO mai costruiti al mondo. Si possono visitare gratuitamente la domenica pomeriggio. Per il sito dei ferromodellisti clickqui

 

 

 

 

 

 

 

 


3 risposte a La locomotiva prigioniera del Falco d’Italia

  • Spero che qualcuno possa rispondere alla mia domanda. Come è arrivata la locomotiva in quell’area?
    Grazie

  • Ci informiamo e cerchiamo di risponderLe. Grazie!

  • Ecco la risposta alla domanda di Renato:
    Il trasporto fu affidato e progettato dalla ditta Besenzoni, trasporti eccezionali, di Brescia. l viaggio verso il castello iniziò il 7 settembre 1961. Caricata su un carrello per il trasporto dei carri ferroviari opportunamente modificato, trainato da due trattori stradali, si iniziò da Via Dalmazia, Via Cassala, Via F.lli Ugoni, Via L.eonardo da Vinci e poi su per la salita del Castello.

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