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Lo stemma Averoldi di Via Odorici

In Via Federico Odorici, ex Contrada del Fiume coperto o delle Tintorie,  sulla facciata di un vecchio palazzo nobiliare (civico 11b) appartenuto alla nobile famiglia Averoldi, campeggia lo stemma gentilizio della casata ritrovato e riemerso pochi anni fa.

L’affresco, ben conservato, riproduce una campitura uniforme di color giallo attraversata da una banda diagonale di color rosso, sovrastata da un cimiero, da un leone e da un cartiglio che l’attraversa da sinistra a destra con il motto (probabilmente del Vescovo perchè il motto della Casata è “Totus est medium”):


“UT VIDEANT QUI ODERUNT ET CONFUNDANTUR”

[dal Salmo 85 (86)] (1).

 

In testa insegne vescovili, il cappello e il galero o cordone verde con 6 nappe verdi (2), di Bartolomeo Averoldo Vescovo di Talamone o di Aurelio Averoldi Vescovo di Castellaneta (1607-1617) che però aveva palazzo presso S.Maria Calchera o di Altobello Averoldi (3) (4) Vescovo di Pola dal 1497 al 1531.

(1) Salmo 85(86) 16-17 “Fac mecum signum in bonum, ut videant qui oderunt me et confundantur, quoniam tu, Domine adjuvisti me, et consulatus es me”

(2) Cappello, cordone e nappe sono nella realtà verde scuro a differenza di quanto si vede in fotografia.

(3) AVEROLDI ALTOBELLO di Brescia (1465 circa -1531).
 
Il Fè d’Ostiani lo fa nascere nell’avito castello di Drugolo (Bedizzole) figlio del nob. Giampietro e di una certa Maria da Trenzano, il che lascia sospettare della legittimità dei suoi natali. Fu educato a cura dello zio Bartolomeo Arcivescovo di Spalato, e da lui avviato alla carriera ecclesiastica.
 
 
 
Si laureò in legge all’Università di Padova e recatosi a Roma alla splendida corte del Cardinal Riario nipote di Sisto IV,  fu da Papa Alessandro VI nominato Vescovo di Pola nel 1497. Referendario di Segnatura, rimase alla corte di Papa Giulio II che gli affidò vari e delicati affari di carattere politico. Da lui fu mandato Legato a Bologna, Prevosto della Collegiata di S. Nazzaro (1512) ottenne ai suoi successori il privilegio dei pontificali e donò più tardi alla sua Chiesa la bellissima pala di Tiziano. Nel 1517 fu mandato da Leone X Nunzio a Venezia. Ebbe poi altri incarichi da Adriano VI e da Clemente VII tanto a Bologna come a Roma e a Venezia.
 
 
 
Morì  nell’isola di Murano il I Novembre 1531.
 
 
 
La sua salma fu trasportata solennemente prima nella Basilica di S. Marco a Venezia, poi a Brescia nella sua Basilica di S. Nazzaro dove fu sepolto.
 
 
 
Pandolfo Nassino descrisse il funerale nelle sue cronache inedite.

(dalla rivista Brixia Sacra)

(4) Uno stemma di Altobello Averoldi è stato ritrovato a Bologna in Via Codivilla e si trova all’interno di un edificio ricomposto nel 1958. Il manufatto è da restaurare e non è visibile. (Carlo De Angelis architetto “Storia di un’immagine” “La collina di Bologna”  -1982- ed. del  Comune di Bologna)

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