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Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
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Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
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Lipsanoteca di Re Desiderio

Pochi sanno che la Lipsanoteca (museo S.Giulia) fino al 1929 era “smontata”  e riunita a forma di croce e fu ricostruita a forma di cofanetto nel 1929 ad opera di un abile operaio dell’Amministrazione dello Stato, tale Luigi Alberizzi. La lipsanoteca, conservata dal 1999 nell’oratorio romanico di Santa Maria in Solario, faceva parte, insieme alla Croce di Desiderio, del cosiddetto Tesoro di Santa Giulia, una raccolta di rari oggetti liturgici risalente alle origini del monastero.
La lipsanoteca si presenta come un cofanetto istoriato, che doveva prestarsi quale custodia di preziose reliquie,  dalla stessa etimologia del nome, di origine greca, composto da léipsanon, che significa reliquia, e théke, ovvero contenitore.
Realizzata in avorio, di forma rettangolare, fu eseguita in Italia settentrionale, probabilmente milanese, nella seconda metà del IV secolo, sotto l’episcopato di Sant’Ambrogio.
Le scene cha la compongono si ispirano agli episodi biblici più significativi del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Giona inghiottito dalla balena, Daniele nella fossa dei leoni, il Cristo taumaturgo che resuscita Lazzaro, insieme alle scene più significative della vita di Gesù, sono solo alcuni degli episodi densi di simbologia che figurano nei bassorilievi, secondo un preciso programma divulgativo religioso. Si tratta di significativi esempi di arte paleocristiana, resa tuttavia secondo un registro stilistico ancora classico, quindi pagano (riconoscibile nei drappeggi, nella plasticità delle figure e nella compostezza misurata delle scene).
Sugli angoli della lipsanoteca, inoltre, scorre un gioco di rimandi continui alla simbologia sacra, racchiusi nel pesce (che rappresenta il Cristo), il gallo (la Resurrezione), l’albero (la conoscenza del bene e del male), la torre (ovvero la Chiesa) e le colombe, in cui la comunità dei fedeli doveva riconoscersi.
Attorno al cofanetto, oggetto di speciale venerazione, furono molteplici le leggende diffuse, come quella secondo cui doveva contenere una pietra forse proveniente dal Santo Sepolcro, che in base ai documenti del monastero veniva tenuta fra le mani di una monaca durante la messa pasquale e offerta in visione alle altre religiose. Da qui l’appellativo sepulcrum eboris, sepolcro d’avorio, riservato al reliquario.
La storia della lipsanoteca, peraltro, fu piuttosto travagliata: protetta fra le mura del monastero di Santa Giulia fino al 1798, con la soppressione del cenobio voluta da Napoleone venne traslata nella Biblioteca Queriniana, e successivamente al Museo Cristiano in Santa Giulia, nel 1882. L’opera venne anche ridotta a placchetta cruciforme, in un’epoca non identificata, prima di essere riportata, nel 1928, alla sua originaria forma a cofanetto. Una ulteriore aggiunta successiva è quella della serratura d’argento sul lato anteriore, forse dell’VIII secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

2 risposte a Lipsanoteca di Re Desiderio

  • INTERESSANTISSIMO. > STO PREPARANDO UNA TESI SULL’ICONOGRAFIA DI DAVIDE II RE DI ISRAELE E VORREI RINTRACCIARE IL TESTO “CHIARA STELLA , La Lipsanoteca in Renata Stradiotti – San Salvatore – Santa Giulia a Brescia. Il monastero nella storia, Skira, Milano 2001.

  • Lo trovi in biblioteca Queriniana

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