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Il Maglio tuonante nelle valli...
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Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
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La Madonna dei ladri (la Madona dei lader)

Ebbene sì a Brescia esiste la Madonnina dei Ladri … In Piazza del Mercato o delle Erbe da sempre i commercianti svolgono ogni giorno le loro attività mercantili. Ultimamente è stato rifatto l’arredo e la piazza è più ordinata e pulita. Nella Piazza campeggia il Palazzo Martinengo Palatino sede oggi del Rettorato Universitario, i portici del Beretta e una chiesa chiamata S.Maria del Lino. La chiesa fu eretta come Santuario per venerare una antica icona che si trovava sulla piazza sopra una fontana ed era ogni giorno il motivo, da parte di chi andava a prendere acqua, di soffermarsi per una Ave Maria. Nel 1604 avvenne un fatto miracoloso che  fece abbreviare i tempi della costruzione.

Il 2 dicembre infatti Gerolamo Venturelli, che risiedeva nella casa decorata con l’immagine della venerata Madonna, ricevette la visita
di un vecchio che trasportava con un asino una
cassetta contenente i sacri indumenti per celebrare
la messa. Venturelli spiegò che non c’era l’altare
per la celebrazione, ma egli insistette perché fosse
costruito proprio in quella casa e scomparve.
Questo misterioso incontro indusse il Venturelli ad
erigere un’altare per onorare la Madonna, con il
consenso generale della popolazione. Il 2 aprile
dello stesso anno, in seguito al grande fervore religioso, il consiglio cittadino affidò all’architetto

Il 2 dicembre infatti Gerolamo Venturelli, che risiedeva nella casa decorata con l’immagine della venerata Madonna, ricevette la visita di un vecchio che trasportava con un asino una cassetta contenente i sacri indumenti per celebrare la messa. Venturelli spiegò che non c’era l’altare per la celebrazione, ma egli insistette perché fosse costruito proprio in quella casa e scomparve. Questo misterioso incontro indusse il Venturelli ad erigere un’altare per onorare la Madonna, con il consenso generale della popolazione. Il 2 aprile dello stesso anno, in seguito al grande fervore religioso, il consiglio cittadino affidò all’architetto Piermaria Bagnadore l’incarico di erigere un picccolo santuario, a ricordo di quell’apparizione. Nessun documento conferma questa attribuzione, il Bagnadore però in quegli anni era impegnato anche nella fabbrica della Casa di Dio da cui dipendeva Santa Maria del Lino. Il 16 settembre del 1608 fu deposta la prima pietra, benedetta da Francesco Coradello arciprete della cattedrale. I lavori furono finanziati quasi totalmente dalle molte elemosine offerte dai fedeli. L’11 settembre del 1609 a costruzione terminata, venne trasportata all’interno della chiesa, sull’altare maggiore, l’immagine della Madonna e messa in una ricca cornice d’argento del XVII secolo. Come la maggior parte delle immagini miracolose, non venne esposta al pubblico, ma nascosta sotto un altro quadro raffigurante la Madonna, il Bambino e San Giuseppe, dipinto dal bresciano Orazio Pilati. I devoti si abituarono così a pregare davanti al nuovo quadro mentre l’immagine originaria era visibile solo in determinate occasioni.

Ma i “lader”, ovvero i ladri? Beh la gente si sà, non amava molto i commercianti e li riteneva, a torto, un po’  “approfittatori”,  in piazza si commerciava… da quì l’appellativo di quella Madonnina. E sulla scala che arriva da Corso Palestro, ci dice Costanzo Gatta, stazionava il venditore di Caffè: un banchetto, una stufa e la caffettiera (cogoma) con scelta tra caff è corretto anice o grappa. Tre secchi, uno di carbonella, uno di acqua per risciacquare le tazzine e uno per fare il caffè. Il caffè era servito in piedi ma qualcuno (l’avventore) si accucciava sedendosi sulle ginocchia e per questo motivo il “barettino” era chiamato il” Cafè dei zönöcc” (Caffè dei ginocchi). Il libro citato è quello di Costanzo Gatta : “Vecchia Brescia: voci, canti e richiami degli ambulanti di ieri”: un libro dolce e malinconico.

5 risposte a La Madonna dei ladri (la Madona dei lader)

  • Grazie BresciaCity, riesci sempre a stimolare le nostre curiosità!

    Storie cittadine analoghe, non tanto per la particolarità del soprannome “Madonnina dei Ladri”, ma per la devozione alla Madonna, le troviamo anche per la fontana di Piazzetta S.Alessandro dove fino al XVIII sec. vi era un affresco raffigurante la Madonna particolarmente amata e contesa, che poi venne tolta a favore del progetto di G.Donegani; BresciaCity sai dove avranno spostato la vasca con l’affresco?
    Un altro racconto simile (tratto dal sito: http://www.riccardobrunetti.it/madallattanti.htm) riguarda LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CARITÀ, detta del “Buon Pastore”
    “Sopra l’altare si trova un affresco staccato, opera di un non meglio precisato maestro della scuola bresciana del XV secolo e raffigurante la Madonna in atteggiamento materno che allatta il Bambino sullo sfondo di alcuni edifici gotici. Non è particolarmente pregevole dal punto di vista della qualità esecutiva o della rarità del soggetto ma era particolarmente venerato all’epoca, in quanto ritenuto sorgente di diversi miracoli. In origine l’affresco si trovava sotto il portico della casa di un certo Giovanni Moretti di Cerete in contrada dell’Albera. Nell’uomo possiamo probabilmente identificare il committente, dal momento che lungo il margine superiore dell’affresco corre la scritta, in caratteri gotici: hoc opus f. f. johanes de moretis de cerete M… C… ma la data è purtroppo incompleta. Sotto il portico della sua casa, dinnanzi a questo affresco, tutti i sabati si riuniva, per pregare e cantare le litanie, un gruppo molto consistente di fedeli. Lo stesso Faustino Lorenzo Busi, sagrestano della chiesa, scrive nel 1755 nella sua Storia della miracolosa Immagine, che si venera nella chiesa della carità di Brescia, che per la recita delle preghiere e dei canti si spendevano, fino allo spostamento dell’immagine nell’attuale sede, ben 1540 Lire l’anno. Dall’originaria provenienza del dipinto dal muro di questa casa sita in Canton d’Albera deriva il nome con cui il dipinto è più noto e cioè Madonna dell’Albera; essa è però anche conosciuta come Madonna dei Terragli poiché si trovava vicino alle antiche mura venete chiamate per l’appunto Terragli. Il 5 agosto 1655 l’affresco della Madonna dell’Albera venne staccato e, dopo 11 giorni, portato in solenne processione, presente l’intero Capitolo della Cattedrale, alla Chiesa della Carità dove venne murato sopra l’altare maggiore, luogo in cui ancora oggi lo si può ammirare. La cornice complessa ed articolata è anch’essa stata intagliata in legno, da Domenico Minossi e Giuseppe Telaroli nel 1731, sebbene dipinta in modo tale da sembrare marmo.
    È frequente il caso di complessi altari marmorei con alzata ad ancona dipinta, ma più raro è l’utilizzo di immagini antiche, inserite in un così articolato e artificioso apparato plastico architettonico simulante un drappo retto da angeli e cherubini come quello in questione. La scelta di quest’immagine va letta come esito del nuovo impulso che la devozione mariana aveva acquisito nella seconda metà del Seicento.”
    Alla prossima BresciaCity!
    Ciao,
    Guido

  • Grazie! Un commento così lungo (che indica un’attenta ricerca sul tema) merita un articolo. Se vuoi ripubblica tra gli articoli magari corredato (si dice corredato o arredato?) da una bella foto magari fatta “sul campo”. Il soprannome della Madonna del Lino a me è piaciuto perchè è indicativo di una qualità tutta bresciana che io ammiro moltissimo: la schiettezza e la capacità di rendere con due parole concetti che, a volte, “quelli che hanno studiato” spiegano solo scrivendo inutili enciclopedie.

  • Perchè non pubblicare in un post tutto questo commento?

  • …..ma i lader ????????perche’ancora nessuna spiegazione?

  • Ma, la spiegazione, e cito Costanzo Gatta, starebbe nel fatto che lì dove c’è la Madonna del Lino c’era anche il mercato giornaliero. I commercianti erano considerati un po’… truffaldini, da qui la “Madona dei Lader”.

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