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Palazzo Ferrante - Interno
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Chiesa di S.Francesco

Domus del Palazzo Martinengo Aquilone

L’area sulla quale sorge il Palazzo Martinengo Aquilone, sede della Unicatt e dell’Istituto Arici, collocata a Sud- Ovest del Foro, presenta strutture abitative d’età romana di notevole interesse. Gli scavi, condotti negli anni Sessanta del secolo scorso da M. Mirabella Roberti, hanno messo in luce strutture murarie romane (sotto la cappella dell’istituto), un ipocausto (sotto la palestra dell’istituto) e una domus (musealizzata) la cui storia è segnata da differenti fasi edilizie succedutesi nell’arco di almeno due secoli.
La domus, costruita nella seconda metà del I secolo a. C., era divisa in ambienti di cui rimangono i  pavimenti in cocciopesto decorati e i  pavimenti in graniglia bianca.

Nella prima metà del I secolo d.C. la disposizione degli ambienti fu modificata e in uno di essi fu realizzato un bel pavimento musivo con fondo bianco e  treccia policroma. Alla fine del I secolo d.C. (età flavia) risalgono gli affreschi dell’ambiente mosaicato e il soffitto, parzialmente ricostruito, con motivi vegetali su fondo chiaro. In una fase di poco successiva  furono realizzati gli altri affreschi  che decoravano le pareti dell’edificio. Gli affreschi della domus (tuttora parzialmente visibili) costituiscono una significativa testimonianza dello sviluppo della decorazione parietale  in una importante città romana quale era Brixia.

In età severiana (fine del II secolo d. C.) la domus venne distrutta per far posto a un vasto edificio termale che ne utilizzò le macerie per innalzare i piani pavimentali di quasi un metro. Di tale edificio rimangono ben visibili non solo i resti di alcuni muri che separavano la grande aula centrale dai due ambienti laterali, ma anche le soglie con basi di pilastro in marmo Botticino. I mosaici dei piani pavimentali sono stati   rimossi dalla loro sede per poter permettere lo scavo e la lettura delle strutture abitative più antiche ed ora  sono appesi alle pareti.

I reperti  protostorici (frammenti di ceramica etrusco-padana e gallica) venuti alla luce nel corso degli scavi attestano che il luogo era abitato anche in una fase precedente a quella in cui si verificò il processo di romanizzazione del quale rimangono, oltre alle strutture abitative descritte, frammenti di ceramica a vernice nera, di ceramica invetriata, di affreschi, di lucerne e di anfore.
Sono stati ritrovati anche  frammenti di ceramiche medioevali e di maioliche rinascimentali che testimoniano una continuità di insediamenti umani nell’area.

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