Il negozio dei sogni

bruneriFino a metà degli anni ’80 passeggiando lungo i portici veneziani di Via X Giornate, al numero 25 Tel. 42459, ci si imbatteva in un negozio che ha rappresentato, per anni, per la nostra città, la storia del giocattolo. Quante volte S.Lucia o Babbo Natale si sono fermati in questo negozio per riempire le loro gerle di doni da portare ai bambini che intanto sognavano nei loro lettini!

Il negozio era quello dei Bruneri, due vetrine, semplici semplici, verniciate di verde. Una vetrina era riservata alle bambine, colma di bambole e di altri accessori; l’altra, per i maschietti, nella quale si ammiravano trenini in movimento, automobiline, scatole di mattoncini Plastic City Italo Cremona o Lego e naturalmente le scatole del Meccano.

La storia del “negozio dei sogni” inizia nel 1885 quando il capostipite Antonio Bruneri si trasferisce a Brescia dal Friuli e va a lavorare nel negozio di giocattoli Moglia. Una volta i negozi di giocattoli, non potendo contare solo sulla vendita dei giochi, commerciavano anche oggetti di abbigliamento (cappellini, profumi,…). A tal proposito ci viene in aiuto la famosa canzone “Profumi e balocchi” nella quale si dice che  “in quel negozio la mamma compera profumi per sé ma non pensa a comperar balocchi alla propria bambina” .

Anche nel negozio dei Moglia si vendevano cappelli ed abbigliamento femminile e  il bimbo di turno, probabilmente, attendeva con impazienza che la mamma finisse le proprie compere per avere anch’egli un giocattolo che ricompensasse  la sua lunga attesa.

Il Moglia prese a benvolere il Sig. Antonio e, poiché si doveva ritirare dall’attività, cedette la stessa proprio al Bruneri che la rilevò insieme alla figlia Adelaide detta Dada.

La signorina Dada era ricca di iniziative. Fondò un “ospedale” delle bambole dove le bambine potevano portare le proprie “amiche” a riparar qualche braccio rotto o a rimettere in ordine qualche occhio mancante frutto di qualche dispetto maschile…
bruneri2Dada, in seguito,  fu anche fondatrice a animatrice del Club Ferromodellistico che ancora oggi svolge la propria attività presso il Castello cittadino. Ed è proprio in Castello che nel 1961, grazie alla signorina Dada e al Club, venne portata la Locomotiva Numero UNO della linea Iseo-Edolo che ancor oggi possiamo ammirare come primo monumento nazionale alla Locomotiva.

La vigilia di Natale del 1984 la signorina Dada ebbe un malore dal quale non si riebbe più. Si spense il 3 gennaio del 1985.

Ora il negozio dei sogni è occupato da una azienda bresciana che fa bella mostra dei propri prodotti.
Ma, se guardate bene, all’interno scorgerete ancora, con gli occhi speciali della fantasia, una piccola locomotiva sbuffante…

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