El murùs de la me padrùna…

… ovvero il moroso (amante ma forse solo cavalier servente) della mia padrona. Così si esprimeva il roncaro (contadino del Ronco Brusa in via Canalotto) Angelo Micheli, servitore di Marzia, per indicare un famoso scrittore italiano, uno scrittore che aveva “fidanzate” in tutt’Italia e tutte di rango nobiliare (on scritur, coi caei ross che l’era el murùs de la padruna).

Ugo Foscolo che ebbe rapporti intensi con Brescia perché vi passò molto tempo per motivi di lavoro; affidò, infatti, ai tipi dello stampatore Nicolò Bettoni, la sua opera : “Dei Sepolcri”.

Nel frattempo frequentava il salotto “bene” della bella contessa Marzia Maria Cipriani Martinengo, nata Provaglio, con la quale ebbe una “love story”. Marzia era nata a Brescia il 21 ottobre 1781 e, a soli 16 anni, andò sposa al Conte Luigi Carlo Martinengo Cesaresco dal quale ha tre figli : Clara che sposerà il famoso Teodoro Lechi, Margherita e Carlo.  A Brescia la contessa Marzia ospitava un circolo di cultura chiamato Cenacolo di Marzia, uno dei più frequentati in città, presso il Palazzo Martinengo-Novarino che si trova in Via Musei-Piazza del Foro. Foscolo a Brescia abitava nel Palazzo Soardi, l’attuale Pinacoteca e probabilmente vide Marzia che si recava a Palazzo Provaglio (poco lontano in Via Monti) per incontrare la madre. Ne rimase talmente colpito che fece in modo di partecipare al Cenacolo letterario della Martinengo.

Per la cronaca il Foscolo, che non era un bell’uomo, ma ebbe una ventina di amanti,  dice di Marzia:

“Marzia che piacque tanto agli occhi miei . Mentre ch’ io fui di là. „
Si conoscono 104 lettere del Foscolo a Marzia (dal 29.01.1807 al 21.04.1809) e solo una di Marzia (5.04.1809). Arnaldo Beltrami (1885) scrive di 150 lettere inedite del poeta. Le lettere inviate da Marzia al Poeta sono probabilmente andate distrutte per ordine volere dello stesso Foscolo (fonte Marpicati).

Si narra un aneddoto secondo il quale Marzia, durante una passeggiata in carrozza fuori dalla porta Torlonga, manda a piedi il Foscolo per qualche commento, non gradito alla contessa, fatto dal poeta sulla nobiltà.
La contessa muore a 
Brescia il 17.12.1859. Il Palazzo Provaglio si trova in Via Monti 14/A BS e, attualmente, ospita l’Istituto Luzzago. Marzia riposa nel cimitero monumentale di Brescia, il Vantiniano. Non in una tomba di famiglia ma da sola tra altri defunti, non una data ma solo il suo nome e il cognome da sposata: Martinengo. Una rosa, appassita, adorna la vecchia lapide…

Albero Genealogico

A MARZIA MARTINENGO CESARESCO — Brescia.
Milano 8 Aprile 1809.

Marzia mia —
Spero che tu non avrai aspettato il mio libricciuolo i per sapere ch’io ti voglio sempre tutto il mio bene, e ch’io mi ricordo sempre e teneramente di te.

Ma io ti ringrazio che tu, mia cara amica, m’abbia scritte due righe; e quando sarò in

Pavia riporrò quella letterina fra le altre ch’io custodisco religiosamente e dove si conservano le memorie degli anni che mi fuggirono. Tu non fuggirai, Marzia mia, tu non fuggirai dal mio cuore con gli anni; ed io spero di confortare anche la mia vecchiaia ricordandomi delle grazie del tuo volto e della soavità dell’animo tuo. Se la fortuna mi avesse lasciato in pace come m’aveva promesso, io sarei corso qualche giorno sino a Brescia, e non altro [c]he per vederti e per baciare i tuoi figliuoletti. Ma io torno a vivere incerto del [dove] oggi o domani riposerò la mia testa; e chi sa quando avrò l’occasione di sederti vicino e di parlare con te! Intanto addio, mia cara amica; rammenta talvolta il mio nome a Carlino, alla Margheritina, e alla Clarina;
ed ama sempre il tuo
FOSCOLO.

Da : “Gli amori di Ugo Foscolo nelle sue lettere”  Giuseppe Chiarini (1833-1908) Zanichelli Bologna

"La storia dell'amore fra il Foscolo e la Marzia, per i Bresciani 
della prima metà del secolo, era, come si dice, scritta sui boccali 
di Montelupo. E la storia, come la raccontavano i nonni ai nipoti, 
e come è nota anche oggi a parecchi, diceva cosi. Diceva che Ugo, 
recatosi ai primi del 1807 a Brescia, per istamparvi dal Bettoni il 
carme dei Sepolcri e la traduzione dell'Iliade, abitò nei 
primi tempi un piccolo quartiere comunicante con via Bieda (attuale via Monti ndr), ove 
dimorava la contessa Provaglio madre della Marzia. Forse il poeta 
ebbe occasione di vedere la Marzia mentre ella recavasi a visitare 
la madre sua, ne notò la bellezza, desiderò di conoscerla, e si 
fece presentare in casa di Jei. Probabilmente i presentatori 
furono Camillo Ugoni e Ferdinando Arrivabene, o un di loro due, 
i quali bazzicavano in casa della signora, che davasi 
aria di amare la letteratura. Ugo dopo qualche tempo lasciò 
l'appartamento di via Bieda e andò ad abitare nella casa Suardi 
a S.Maria Calcherà, di dove narrasi che nella primavera e nell'estate 
si riducesse fin dalle prime ore del mattino ad un casino di campagna 
presso S. Francesco di Paola, e là si trattenesse a studiare, 
libero dalle importunità e dalle distrazioni, fino alle due 
dopo mezzogiorno; poi suill'imbrunire recavasi presso la Marzia, 
in compagnia della quale passava il rimanente della giornata, facendo 
presso di lei la parte di cavaliere servente.
L' apparizione d' Ugo in casa della Marzia non riusci sulle prime molto 
accetta agli altri amici della bella signora, perch'egli era spesso e 
volentieri burbero e di modi aspri voleva star solo 
con lei e si adirava se altri veniva a disturbare i loro amorosi colloqui; 
ma a poco a poco gli amici della Marzia si assuefecero a tollerare il poeta, 
perdonando all'Ingegno di lui le intemperanze e durezze del suo carattere. 
Anche narrasi che spesso i colloqui amorosi fra Ugo e la Marzia 
degenerassero in fieri diverbi e fosser cagione di scene violente. 
L'amore, dicesi, durò circa un anno, e fini in questo modo. 
Recatosi una volta il Foscolo per sue faccende a Milano, al ritorno in 
Brescia trovò occupato il suo posto presso la signora da un ufficiale francese. 
Il poeta non mosse lamenti non fece rimproveri; se ne tornò zitto e cheto 
a Milano, e tutto fu finito."
Ringrazio G.Sartori per l'aiuto nelle ricerche
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