Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
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MilleMiglia
la corsa nata a Brescia ora in versione storica. Tutti gli anni nel mese di Maggio
MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
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Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
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Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

Chiesa dei Santi Faustino e Giovita

Tempio dedicato ai Santi Patroni della città, Faustino e Giovita, l’edificio attuale risale al 1622; la facciata, ornata da nicchie con le statue dei Santi Patroni, opera di Santo Callegari il Vecchio, fu compiuta nel 1711. All’interno la vasta aula rettangolare è divisa in tre navate; nella volta di quella centrale Tommaso Sandrini tracciò stupefacenti architetture illusionistiche. Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745-51) di Gian Domenico Tiepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l’Apparizione dei Santi Patroni  durante l’assedio di Brescia del 1438. Nel maestoso altar maggiore si conservano le reliquie degli stessi Santi in un’arca marmorea ornata da figure allegoriche di Antonio Carra (1623). Il patrimonio artistico della chiesa comprende lo stendardo processionale di Girolamo Romanino (Resurrezione di Cristo, i Santi Apollonio e Faustino e Giovita) e la pala della Natività di Lattanzio Gambara. Nella cappella di sinistra la pietra di S.Onofrio (LINK ad Articolo)

LA LEGGENDA DI SAN FAUSTINO E GIOVITA (dal Giornale di Brescia 15.02.2011)

Faustino e Giovita dal 1438 sono i patroni della città. La leggenda racconta che erano figli di una nobile famiglia pagana di Brescia e che presto fecero ingresso nell’ordine equestre. Diventati cavalieri Faustino e Giovita furono attratti dal Cristianesimo. Furono numerosi i colloqui con il vescovo della città, sant’Apollonio.
E’ a lui che chiedono e da lui ottengono il battesimo. Una volta consacrati Faustino e Giovita si dedicano all’evangelizzazione delle terre bresciane. L’impegni e lo zelo con cui praticano questo incarico porta lo stesso vescovo a nominare Faustino presbitero e Giovita diacono.
Il loro successo li porta a diventare invisi ai maggiorenti della città. Traiano vuole la loro decapitazione. L’imperatore muore e l’esecuzione così ritarda. Il suo successore Adriano ordina al governatore la loro persecuzione. Nonostate il pressante « invito» ad abiurare e a compiere sacrifici alle divinità pagane. Faustino e Giovita si rifiutano e sfregiano la statua del dio sole. La loro persecuzione prosegue. Dati in pasto alle belve del circo, Faustino e Giovita non solo le ammansiscono, ma riescono a convertire i pagani sugli spalti. Torturati e seviziati non muoiono, lasciati in mezzo al mare, vengono recuperati dagli angeli. Condannati al rogo non sono nemmsanfaustino01eno attinti dalle fiamme.
La loro fine arriva per decapitazione il 15 febbraio, tra il 120 e il 134, al tempo di Adriano. Dal 1438 sono i patroni della città.
Cosa accadde quell’anno. A ridosso degli spalti del Roverotto, in una città assediata e nel culmine di una battaglia, i due santi «guerrieri» scendono a dar man forte alla città assalita dai milanesi. Il 13 dicembre di quell’anno, secondo la leggenda, i due santi apparvero sulle mura della città e aiutarono i bresciani a vincere il nemico respingendo le palle delle cannonate a mani nude.

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