Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
Mosaico di una Villa Romana
MilleMiglia
la corsa nata a Brescia ora in versione storica. Tutti gli anni nel mese di Maggio
MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
Brescia: città di antichi Monasteri
e dei bellissimi chiostri ancora sconosciuti
Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

BS Neoclassica

Brescia Neoclassica

Il Vantiniano

Il Vantiniano è il Cimitero Monumentale di Brescia che ha avuto la particolarità di essere stato il primo cimitero monumentale d’Italia e d’Europa. Le leggi napoleoniche infatti vietavano, vedi editto di Saint Cloud del 12 giugno 1804 di seppellire all’interno delle città e a Brescia si decide di portare i defunti in un campo fuori dalle mura di San Giovanni (verso porta Milano). Qui le tombe vengono allestite alla belle e meglio cosicchè si decide di costruire prima una chiesa e poi nel 1815 viene dato incarico all’architetto Vantini Rodolfo di procedere con un progetto.

L’Editto di S.Cloud regolamentava che le lapidi fossero tutte uguali e che riportassero solo il nome e il cognome del defunto. Nasce un movimento culturale di protesta, al quale partecipa il poeta Ugo Foscolo, che si oppone all’idea di soffocare il ricordo e la memoria. Tra la vita e la morte deve porsi la memoria intesa come trasmissione eterna dei valori morali che il defunto ha vissuto in vita. Ugo Foscolo, guarda caso, in quegli anni è a Brescia per dare alle stampe la sua opera “I Sepolcri” ed è coinvolto attivamente alla vita culturale della città.

Il giovane architetto Vantini si appassiona talmente a  quest’opera che il lavoro l’accompagnerà per tutta la vita (+1856). Il Vantiniano verrà terminato dieci anni dopo la sua morte, nel 1866.

La Cappella centrale è dedicata a San Michele e in linea si trova la grande colonna con in cima una lanterna: altezza 60 mt. Una colonna simile (Colonna della Vittoria) è a Berlino sul viale che conduce alla porta di Brandemburgo. Copiata dall’architetto Heinrich Strack che pone in cima una vittoria alata. L’architetto tedesco dirà poi d’aver avuto l’idea visitando il cimitero di Brescia.

ingresso vantiniano stampamini

Ingresso al Vantiniano, da una stampa d’epoca

Il Vantiniano, nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, fu anche colpito nelle mura dai bombardamenti e dalle mitragliere aeree. Leggi l’articolo

Nel 1923 viene aggiunta, davanti alla Cappella di San Michele, la bronzea Pietà di Ermenegildo Luppi. L’opera prese forma grazie ad una donazione di Luigi Premoli il quale, nel suo testamento del 1920, indicò la somma necessaria per la costruzione di una scultura che avesse come soggetto la deposizione di Gesù. Il Premoli aveva le idee chiare, in quanto voleva una scultura che rappresentasse il momento in cui Gesù veniva deposto dalla croce, prima di essere portato al sepolcro. Il tutto aveva l’intento di emozionare l’osservatore. Le volontà del defunto vennero rispettate così venne scelto il bozzetto di Luppi. L’artista viveva e lavorava a Roma, ma la distanza non gli impedì di realizzare la scultura che, come aveva richiesto la Commissione che vigilava sui lavori del cimitero avrebbe dovuto essere pronta per il 2 novembre del 1923.

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