Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
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Un pezzo dell'Acquedotto Romano
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La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
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Brescia nei francobolli
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Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
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BS Moderna

Brescia Moderna

Crystal Palace

Il grattacielo Crystal Palace di Brescia è stato realizzato negli anni 1988-1990 su progetto dell’architetto Bruno Fedrigolli.  Alto 110 metri e provvisto di piattaforma eliporto, conta 27 piani ad uso uffici.
Fatevi un giro sull’ascensore che, essendo velocissimo, a qualcuno darà sensazioni da brivido..
Edificio in cemento armato, la struttura esterna è rifinita con pannelli di vetro azzurrato ed alla base è presente (ora non funzionante) una fontana artistica con struttura metallica in bracci semoventi, cucchiai e campane.
Il grattacielo, insieme con la più piccola ed adiacente architettura “Symbol” (chiamato localmente “matitone” per la sua caratteristica forma a matita con la punta verso il basso, ispirazione per successive costruzioni), per le sue fattezze avveniristiche ha fatto da sfondo in spot pubblicitari ed ha dato il via negli anni ’90 ad un forte impulso di urbanizzazione del quartiere di “Brescia 2”, sorto inizialmente nei primi anni ’70, con palazzi e torri ad uso prevalentemente di ufficio.

Nella foto in galleria un bozzetto del progetto originario: il grattacielo doveva essere alto 140 m. , ma fu tagliato per 30 metri…  La fontana “sonora” alla base del “grattacielo” (vedi articolo)  ormai non risuona più da anni,  con giochi d’acqua avrebbero dovuto dar voce a quattro campane denominate : Ignis (fuoco), Terra, Aer(aria), Aqua, i quattro elementi

Leggi un altro articolo sul Crystal Palace

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Cavalcavia Kennedy

Il famoso Cavalcavia Kennedy che mette in comunicazione il centro storico con la periferia a Sud di Brescia fu inaugurato il 5 novembre 1961 dal Ministro delle Finanze Giuseppe Trabucchi e, vista la data, non fu intitolato subito al famoso Presidente americano. All’inizio si chiamò semplicemente Cavalcavia Saffi, dal nome della strada confinante a nord. Nel 1963, dopo l’assassinio di J.F.Kennedy avvenuto il 22 novembre 1963, ebbe l’odierna intitolazione.

Si pensò al progetto sin dalla fine degli anni venti. Fu, però, in una riunione, tenutasi nell’ufficio del capostazione, tra l’allora sindaco Bruno Boni, il direttore delle Ferrovie dello Stato Di Raimondo, l’on.Montini e il sottosegretario ai trasporti Ariosto, che si posero le basi per la costruzione dell’infrastruttura.

Il ponte è costituito da nove campate, lunghezza di 652 metri e larghezza di 19,7 metri e altezza massima sui binari di 6  metri. Il costo fu di quasi un miliardo di lire (954milioni di lire), di cui 800 a carico del Comune di Brescia e il resto a carico delle FFSS. In origine la copertura della strada era formata da pietre sanpietrine. La costruzione venne affidata all’impresa  Germano Pedrini di Calcinato e alla Ditta Facchetti. Nel 1999 l’architetto Jorrit Tornquist firma la colorazione dei pali della luce posti lungo il cavalcavia (che però non riportano più i colori originari).

Il cavalcavia Kennedy ha enormemente favorito lo sviluppo verso Sud di quella parte moderna della città che oggi si chiama Brescia 2.

La luce si confonde con il cielo

termo01 Svetta alta su Brescia non più una Torre medievale o un grattacielo avveniristico,

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bensì la Torre (camino) dell’impianto di termovalorizzazione dell’A2A (altezza 120 metri, a sezione quadra di lato 9 metri).

Una torre ben visibile dall’autostrada, per chi arriva de Venezia o Milano e dalla tangenziale Sud. Caratteristica della costruzione la capacità di adattarsi al colore del cielo mutando essa stessa, di riflesso, il proprio colore.

Potremmo immaginare come sarebbe l’impatto ambientale della torre-camino senza questo geniale tocco cromatico?

 

 

 

 

Galleria Tito SperiIl “gioco di luce” è opera dell’ingegno di un artista di origine austriaca ma, fin dal 1964, italiano d’adozione, Jorrit Tornquist (Graz 1938) che affianca all’attività di docente presso il Politecnico di Milano quella di progettista dello spazio-colore e che ha anche elaborato una propria “Teoria del Colore”.

Altri progetti cromatici li troviamo a Brescia al Villaggio Violino e nella colorazione della Galleria “Tito Speri” che scorre sotto il Castello; un’opera artistica a tutti gli effetti purtroppo deturpata dai soliti vandali.

Il Metro di Brescia in vetrina

Complice l’esposizione TEKNOMOTIVE 2011 il nuovo Metro di Brescia campeggia davanti l’area della Brescia Expo. Di seguito una galleria di foto.

Crystal Palace 2

Crystal Palace

Crystal Palace

Vi siete mai chiesti come mai il grattacielo Crystal Palace, costruito tra il 1988-1990 nella zona Brescia 2 dall’architetto Bruno Fedrigolli abbai due linee di finestre (agli ultimi piani ) colorate di rosso?

Probabilmente una questione puramente estetica… ma si dice che l’architetto aveva progettato il palazzo alto 130 metri ma poi non ebbe le necessarie autorizzazioni e si sarebbe dovuto fermare a “soli” 110 metri.

Per “protesta” avrebbe significato con il colore rosso il taglio non voluto come uno squarcio di violenza (rosso=sangue) alla sua idea originaria.

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