Ugolino, il Cavaliere del Broletto
mandato in esilio dai Guelfi. Ma dove si trova questo affresco del 1200? Click sull'immagine per saperne di più
Le cave di Botticino
Estrazione del Marmo di Botticino dalle cave. Se vuoi conoscere di più clicca sull'immagine
Piazza della Loggia
in una stampa del '700
Crystal Palace
Click sulla foto per leggere qualche curiosità...
Il Capitolium Romano
Il tempio con annessa la Piazza del Foro, il Teatro e la Basilica....
Mosaico di una Villa Romana
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MILLEMIGLIA
Brixia
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi (Marcel Proust)
Motori della MilleMIglia
Un pezzo dell'Acquedotto Romano
che per 25 chilometri portava acqua a Brixia. Ancora visibile in alcuni tratti.
Bresciaunderground
La città esterna vista dal cuore di Brescia. Da un'aperura del sottosuolo in Via S.Faustino
Il Maglio tuonante nelle valli...
Il Castello-Fortezza sulla cima del Cidneo
Il Castello, fortezza e macchina da guerra
Vista dal Monte Maddalena
Brescia: città di antichi Monasteri
e dei bellissimi chiostri ancora sconosciuti
Torre del Popolo (Pegol) e Duomo Nuovo
Brescia nei francobolli
Vista, dall'alto del Castello, della città
Brescia Museo Mille MIglia
Piazza della Loggia
Particolare della Croce di Desiderio
Polittico di Maestro Paroto
Palazzo Ferrante - Interno
Orologio di Piazza Loggia
Chiesa di S.Francesco

Affresco in Broletto

I misteriosi Cavalieri (Malesardi) del Broletto (1)

 

Cavaliere incatenato

Inizio oggi la pubblicazione di una serie di post che riguardano i Cavalieri dipinti in Broletto, “pittura infamante”, di cui mi sono già occupato. Prima di tutto le fonti:
1. G. Panazza in “Commentari Ateneo Bresciano”
2. Un articolo su un numero di “Civiltà Bresciana “

 

Panazza nell’articolo citato fa riferimento ad una scoperta di Mons. Guerini fatta nei primi decenni del 1900, nelle soffitte del lato sud del Broletto. Una fascia di affreschi che decorava l’antico salone del “Palatium Maius”, affreschi che dopo la trasformazione seicentesca subita da questa ala sono visibili solo salendo nelle soffitte. Le pareti furono in seguito nascoste da una mano di calce e in seguito anche da scaffali dell’Archvio Storico Civico. Dopo la guerra del 1945 l’Archivio fu sgomberato permettendo di ritrovare le pitture. Immaginiamo in origine un salone unico che occupava tutto il primo piano del “Palatium Novum Maius” iniziato tra il 1223 e il 1226 e terminato verso la metà del secolo. Le dimensioni imponenti: lunghezza circa 50mt, larghezza 14 e altezza circa 9mt. Era luminosissimo avendo le pareti traforate da grandi polifore e bifore.

Nuova vita per i Cavalieri del Broletto

I Cavalieri Ghibellini del Broletto saranno riportati a nuova vita. Dopo i lavori del 2005 per rimettere in sesto i tetti del Broletto sarà restaurato ciò che resta del grande affresco di “pittura infamante” del XII sec. che narra la storia, della quale non si conoscono i dettagli, della cacciata da Brescia di alcuni Cavalieri di fazione ghibellina da parte dei Guelfi.  Dal 2012 è possibile accedere accedere ai sottotetti del Palazzo Comunale per ammirare uno dei più importanti esempi di pittura infamante del Medioevo in Italia, tramite visite organizzate dalla sezione FAI di Brescia.

Articolo del Giornale di Brescia del 16.10.2010

Le fotografie, a cui rimando nei link di seguito,  sono opera e proprietà esclusiva del dott. Dario Gallina Archeologo medievista e sono pubblicate nel suo sito (Broletto) (Sito)

I misteriosi Cavalieri del Broletto (2)

 

Cavaliere incatenato

Il salone dove si trovano gli affreschi del Duecento aveva un soffitto di legno a cassettoni; oggi si vedono  poderose capriate in legno di cedro con intaccature dove poggiavano  i travetti dei cassettoni, probabilmente dipinti. Gli affreschi duecenteschi probabilmente non correvano lungo tutto il salone, in particolare non sono presenti lungo le pareti a ovest ed ad est. La fascia affrescata al lato sud era probabilmente di circa 28,60mt e quella a lato nord di 34,70mt. Era rappresentata la stessa scena, una teoria di cavalieri dai colori vivi, qualcuno anche appiedato e quelli a cavallo al trotto ma anche al galoppo. Il gruppo dei cavalieri è rappresentato in genere di profilo ma anche con vista a tre quarti e uno in posizione frontale. Sul cavallo, che in genere è rosso o nero con gualdrappa e sella di color giallo chiaro, siede il cavaliere con una modesta tunica quasi sempre dello stesso colore, a volte con copricapo e capelli neri, rossi o marrone. Molti hanno calzoni neri, portano speroni ed hanno i piedi in staffe triangolari.

La maggior parte è atteggiamento dolente per l’espressione del viso, la testa inclinata poggiata sulla mano (per gli iconografi medievali segno espressivo del  dolore), incatenati uno all’altro o per il collo o per la mano. Particolare interessante: ogni cavaliere ha dietro la testa, legata ad una catena, una banderuola nera con dei nastri mossa dal vento (per alcuni è una benda da mettere al condannato a morte, per altri una borsa che indica l’attaccamento al denaro di questi personaggi e che hanno usato la politica per i prorpi interessi).  Altro particolare interessante lo scudo con lo stemma della casata di appartenenza che qualcuno tiene con la sinistra, altri appeso al braccio, altri al collo; ed anche gli scudi si sollevano a causa dell’andare del cavallo. Un cavaliere ha due scudi uno triangolare ed uno cuoriforme.

ClickQui per vedere l’immagine a tutto schermo

Misteriosi cavalieri

 

I Cavalieri del Broletto

Nel palazzo del Broletto esiste l’affresco più lungo d’Italia a carattere non religioso: purtroppo non facilmente accessibile (dal settembre 2013 è accessibile con visite guidate). Nella seconda metà del Duecento venne dipinta la “sfilata dei Cavalieri ghibellini di Brescia”, sono cavalieri vestiti semplicemente, con le mani che coprono il viso e legati l’un l’altro da una catena. E’ una sfilata disonorevole con la quale i guelfi celebrarono la loro vittoria sui nemici ghibellini. E’, dicono gli esperti, il più importante esempio di “pittura infamante” esistente. Imponenti le misure dell’affresco di 52 metri di lunghezza e altezza di 9 metri. Qualche tempo dopo fu aggiunto un’altro affresco che racconta del vescovo Berardo Maggi, pacificatore tra Guelfi e Ghibellini

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