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PostHeaderIcon San FaustinoQuartiere San Faustino, com’era

“Manca solo la presenza di una gondola per creare l’atmosfera popolare di un quartiere di Venezia. Invece l’immagine, datata 1851, del pittore bresciano Gio Batta Ferrari (1829-1906), è stata dipinta quando il cuore di Brescia era attraversato appunto da un canale. L’acqua, come annota Maurizio Bernardelli Curuz, faceva girare ruote idrauliche o veniva utilizzata dalle concerie e dalle macellerie che si allineavano sul lato detro di via S.Faustino scendendo verso la Loggia.”

da “Lonare Bressà” del 2008 pag. 23 (aut. concessa)

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PostHeaderIcon Chiesa dei Santi Faustino e Giovita

Tempio dedicato ai Santi Patroni della città, Faustino e Giovita, l’edificio attuale risale al 1622; la facciata, ornata da nicchie con le statue dei Santi Patroni, opera di Santo Callegari il Vecchio, fu compiuta nel 1711.
All’interno la vasta aula rettangolare è divisa in tre navate; nella volta di quella centrale Tommaso Sandrini tracciò stupefacenti architetture illusionistiche. Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745-51) di Gian Domenico Tiepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l’Apparizione dei Santi Patroni  durante l’assedio di Brescia del 1438.
Nel maestoso altar maggiore si conservano le reliquie degli stessi Santi in un’arca marmorea ornata da figure allegoriche di Antonio Carra (1623). Il patrimonio artistico della chiesa comprende lo stendardo processionale di Girolamo Romanino (Resurrezione di Cristo, i Santi Apollonio e Faustino e Giovita) e la pala della Natività di Lattanzio Gambara.

Nella cappella di sinistra la pietra di S.Onofrio


Tempio dedicato ai Santi Patroni della città, Faustino e Giovita, l’edificio attuale risale al 1622; la facciata, ornata da nicchie con le statue dei Santi Patroni, opera di Santo Callegari il Vecchio, fu compiuta nel 1711.
All’interno la vasta aula rettangolare è divisa in tre navate; nella volta di quella centrale Tommaso Sandrini tracciò stupefacenti architetture illusionistiche. Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745-51) di Gian Domenico Tiepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l’Apparizione dei Santi Patroni  durante l’assedio di Brescia del 1438.
Nel maestoso altar maggiore si conservano le reliquie degli stessi Santi in un’arca marmorea ornata da figure allegoriche di Antonio Carra (1623). Il patrimonio artistico della chiesa comprende lo stendardo processionale di Girolamo Romanino (Resurrezione di Cristo, i Santi Apollonio e Faustino e Giovita) e la pala della Natività di Lattanzio Gambara.

Nella cappella di sinistra la pietra di S.Onofrio (LINK ad Articolo)


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PostHeaderIcon La pietra di S.Onofrio

onofrio_1Nella Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia, entrando nella navata a sinistra si trova la cappella dedicata a Sant’Onofrio. Ai lati dell’altare, a destra e a sinistra esistono due buchi nella pietra dove i fedeli, il giorno della ricorrenza del santo 24 aprile, pongono la testa dicendo delle preghiere. Tutto ciò per farsi passare le emicranie e i dolori di testa in genere. Il giorno della ricorrenza viene anche esposta una antica tavola del 1500, messa a disposizione da privati, nella quale è effiigiato il Santo.onofrio_2onofrio_1Nella Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia, entrando nella navata a sinistra si trova la cappella dedicata a Sant’Onofrio. Ai lati dell’altare, a destra e a sinistra esistono due buchi nella pietra dove i fedeli, il giorno della ricorrenza del santo 24 aprile, pongono la testa dicendo delle preghiere. Tutto ciò per farsi passare le emicranie e i dolori di testa in genere. Il giorno della ricorrenza viene anche esposta una antica tavola del 1500, messa a disposizione da privati, nella quale è effiigiato il Santo.onofrio_2

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