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I misteriosi Cavalieri del Broletto (2)

Cavaliere a cavallo
Il salone dove si trovano gli affreschi del Duecento aveva un soffitto di legno a cassettoni; oggi si vedono poderose capriate in legno di cedro con intaccature dove poggiavano i travetti dei cassettoni, probabilmente dipinti. Gli affreschi duecenteschi probabilmente non correvano lungo tutto il salone, in particolare non sono presenti lungo le pareti a ovest ed ad est. La fascia affrescata al lato sud era probabilmente di circa 28,60mt e quella a lato nord di 34,70mt. Era rappresentata la stessa scena, una teoria di cavalieri dai colori vivi, qualcuno anche appiedato e quelli a cavallo al trotto ma anche al galoppo. Il gruppo dei cavalieri è rappresentato in genere di profilo ma anche con vista a tre quarti e uno in posizione frontale. Sul cavallo, che in genere è rosso o nero con gualdrappa e sella di color giallo chiaro, siede il cavaliere con una modesta tunica quasi sempre dello stesso colore, a volte con copricapo e capelli neri, rossi o marrone. Molti hanno calzoni neri, portano speroni ed hanno i piedi in staffe triangolari.
La maggior parte è atteggiamento dolente per l’espressione del viso, la testa inclinata poggiata sulla mano (per gli iconografi medievali segno espressivo del dolore), incatenati uno all’altro o per il collo o per la mano. Particolare interessante: ogni cavaliere ha dietro la testa, legata ad una catena, una banderuola nera con dei nastri mossa dal vento. Altro particolare interessante lo scudo con lo stemma della casata di appartenenza che qualcuno tiene con la sinistra, altri appeso al braccio, altri al collo; ed anche gli scudi si sollevano a causa dell’andare del cavallo. Un cavaliere ha due scudi uno triangolare ed uno cuoriforme.
I misteriosi Cavalieri del Broletto (1)
Cavaliere incatenato
Inizio oggi la pubblicazione di una serie di post che riguardano i Cavalieri dipinti in Broletto di cui mi sono già occupato. Prima di tutto le fonti:
1. G. Panazza in “Commentari Ateneo Bresciano”
2. Un articolo su un numero di “Civiltà Bresciana ”
Le foto per ora saranno marcate.
Panazza nell’articolo citato fa riferimento ad una scoperta di Mons. Guerini fatta nei primi decenni del 1900, nelle soffitte del lato sud del Broletto. Una fascia di affreschi che decorava l’antico salone del “Palatium Maius”, affreschi che dopo la trasformazione seicentesca subita da questa ala sono visibili solo salendo nelle soffitte. Le pareti furono in seguito nascoste da una mano di calce e in seguito anche da scaffali dell’Archvio Storico Civico. Dopo la guerra del 1945 l’Archivio fu sgomberato permettendo di ritrovare le pitture. Immaginiamo in origine un salone unico che occupava tutto il primo piano del “Palatium Novum Maius” iniziato tra il 1223 e il 1226 e terminato verso la metà del secolo. Le dimensioni imponenti: lunghezza circa 50mt, larghezza 14 e altezza circa 9mt. Era luminosissimo avendo le pareti traforate da grandi polifore e bifore.
Ancora Faccioni dal Broletto
Ancora un Faccione del palazzo del Governo sito nel Broletto.
Si notino le formelle sopra il faccione con le scritte che sono state cancellate a colpi di scalpello.
Probabilmente celebravano i fasti di coloro che poi sono stati scacciati da altri padroni.
Misteriosi cavalieri

I Cavalieri del Broletto
Nel palazzo del Broletto esiste l’affresco più lungo d’Italia a carattere non religioso: purtroppo non è accessibile. Nella seconda metà del Duecento venne dipinta la “sfilata dei Cavalieri ghibellini di Brescia”, sono cavalieri vestiti semplicemente, con le mani che coprono il viso e legati l’un l’altro da una catena. E’ una sfilata disonorevole con la quale i guelfi celebrarono la loro vittoria sui nemici ghibellini. E’, dicono gli esperti, il più importante esempio di “pittura infamante” esistente. Imponenti le misure dell’affresco di 52 metri di lunghezza e altezza di 9 metri. Qualche tempo dopo fu aggiunto un’altro affresco che racconta del vescovo Berardo Maggi, pacificatore tra Guelfi e Ghibellini

