Chiesa dei Santi Faustino e Giovita
Tempio dedicato ai Santi Patroni della città, Faustino e Giovita, l’edificio attuale risale al 1622; la facciata, ornata da nicchie con le statue dei Santi Patroni, opera di Santo Callegari il Vecchio, fu compiuta nel 1711.
All’interno la vasta aula rettangolare è divisa in tre navate; nella volta di quella centrale Tommaso Sandrini tracciò stupefacenti architetture illusionistiche. Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745-51) di Gian Domenico Tiepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l’Apparizione dei Santi Patroni durante l’assedio di Brescia del 1438.
Nel maestoso altar maggiore si conservano le reliquie degli stessi Santi in un’arca marmorea ornata da figure allegoriche di Antonio Carra (1623). Il patrimonio artistico della chiesa comprende lo stendardo processionale di Girolamo Romanino (Resurrezione di Cristo, i Santi Apollonio e Faustino e Giovita) e la pala della Natività di Lattanzio Gambara.
Nella cappella di sinistra la pietra di S.Onofrio
Tempio dedicato ai Santi Patroni della città, Faustino e Giovita, l’edificio attuale risale al 1622; la facciata, ornata da nicchie con le statue dei Santi Patroni, opera di Santo Callegari il Vecchio, fu compiuta nel 1711.
All’interno la vasta aula rettangolare è divisa in tre navate; nella volta di quella centrale Tommaso Sandrini tracciò stupefacenti architetture illusionistiche. Alle pareti laterali del presbiterio risaltano le grandi composizioni (1745-51) di Gian Domenico Tiepolo, evocanti (a destra) il Martirio dei Santi Faustino e Giovita e, (a fronte) l’Apparizione dei Santi Patroni durante l’assedio di Brescia del 1438.
Nel maestoso altar maggiore si conservano le reliquie degli stessi Santi in un’arca marmorea ornata da figure allegoriche di Antonio Carra (1623). Il patrimonio
artistico della chiesa comprende lo stendardo processionale di Girolamo Romanino (Resurrezione di Cristo, i Santi Apollonio e Faustino e Giovita) e la pala della Natività di Lattanzio Gambara.
Nella cappella di sinistra la pietra di S.Onofrio (LINK ad Articolo)

