Brescia

PostHeaderIcon Scene di carnevale in un convento?

Nel 1995 nel corso dei lavori di recupero dell’ex  Convento cinquecentesco di San Faustino, nella cella di un monaco vennero alla luce quattro affreschi subito attribuiti a Giandomenico Tiepolo (1754). Dietro la scoperta di grandissimo valore artistico si nascondono due misteri irrisolti. Il primo, ciò che emerso sotto gli intonaci non è altro che parte di affreschi “strappati” dalle mura che,forse,  ora si trovano nascosti in una dimora di qualche miliardario.  I lavori vennero fatti per costituire quella che ora è la cittadella universitaria di Brescia. Al tempo furono fatti diversi “saggi” sui muri per verificare che non nascondessero cose antiche. E proprio durante questa fase, in quella che era la cella di un frate . di cui sono rimaste solo due pareti . sono affiorati quattro affreschi di un metro per un metro e mezzo, a due metri dal pavimento. Tre sono a colori e rappresentano scene di carnevale. Nel quarto . ancora solo parzialmente liberato dall’ intonaco . appare la figura di un vecchio circondato da alcune persone. Giandomenico Tiepolo esegui’ le scene di Pulcinella, di orientali e di vita contemporanea. Senonche’ gli affreschi del giovane Tiepolo appaiono stranamente “sfiatati”, al punto di apparire trasparenti e lasciar visibile la trama sottostante dell’ abbozzo precedente di decorazione. Questa situazione si verifica se l’ intonaco affrescato e’ stato strappato ed e’ lasciato sul muro soltanto quel residuo che non era stato possibile togliere. E poi, secondo mistero: perchè scene di carnevale, così profane, per un luogo considerato sacro?

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