La Villa Romana di Via Grazioli a Brescia
La Villa Romana fu rinvenuta durante gli scavi delle fondamenta per la costruzione di nuove abitazioni in zona San Rocchino nel 1960. Una parte della Villa andò completamente distrutta durante i lavori: cComprendeva un porticato sul quale si aprivano due ambienti (1) (2), un corridoio, altri ambienti (3) (4) (5) (6) (7) e una grande aula (8).
L’ambiente (1) misurava 6,5m x 8,5m. con pavimento a mosaico a stelle di esagoni di colore bianco e nero, datato al I sec. d.C. L’ambiente (2) misurava 6,5m x 8,5m, mosaico policromo conservato a S.Giulia. Un’altro mosaico conservato sempre a S.Giulia, era nell’ambiente (8)
La Villa era residenziale e, dalla fattura dei mosaici, proprietà della Brixia “bene”. Era costituita da una “pars rurale” distrutta dagli scopritori. I mosaici che costituivano la pavimentazione di due stanze si trova conservata nel Museo di S.Giulia. Purtroppo per far spazio alle nuove costruzioni negli anni ‘60 non si è badato a nulla e il resto è andato distrutto. Una villa così poteva essere un polo archeologico di grandissima attrazione per tutta la città… Via Grazioli è una piccola via stretta tra tante case che quasi nessun bresciano sa indicare dove sia.
Ora qualcosa rimane dimenticato sotto qualche edificio moderno. Altre Ville furono scoperte in seguito a Mompiano (?) e in località Santellone (Villaggio Badia di Brescia)
Il Bue d’Oro


Bue d'oro all'angolo tra via Trieste e A.Gallo


All’angolo tra Via Trieste e Via Agostino Gallo esiste una statua lignea di un bue, dorata, posta su un baldacchino anch’esso di legno. Come mai? Una leggenda dice che nei pressi della piazzetta Giovanni Labus esisterebbe sepolto un bue d’oro zecchino. a tal proposito si ricorda che in questi luoghi fu ritrovata la bronzea Vittoria Alata…
Ma una storia più veritiera racconta che che nei paraggi vi era la bottega di un macellaio il quale, diventato ricco grazie alla vendita di carne, volle ringraziare la buona sorte con la statuetta dorata.
Il Bue di legno subì, negli anni ‘60 anche un incidente e venne strappato da un camionista inesperto. I fratelli Bettini vetrai e corniciai però rimisero in sesto il Bue d’orato.
In un articolo del giornale di Brescia del maggio 1955 si racconta di un intervento restaurativo.




